PESCARA. «Solo Chiodi è il candidato dalle mani pulite. La questione morale è esplosa tutta nel centrosinistra». Daniele Capezzone parla accanto al candidato presidente del Pdl che imbraccia la copertina dell'Espresso con il titolo sulle inchieste che coinvolgono le giunte rosse. La questione morale diventa il terreno di scontro nel duello a distanza con Di Pietro. E dopo la bufera dello spot dei giovani il Pdl tira fuori la proposta di legge per imprenditori Under 35.
La scrive il candidato consigliere Lorenzo Sospiri, la presenta il coordinatore giovanile di Forza Italia Davide Calcedonio Di Giacinto. «Prima novità: fondi solo a chi ha meno di 35 anni. Seconda novità: il sostegno economico potrà essere erogato non più solo a coloro che sono iscritti a un albo specifico, ma anche a quei candidati che non rientrano in alcun ordine professionale». Ma la legge è una proposta per la nuova giunta che verrà. Quindi il tema torna a essere il voto di metà dicembre. «Il tema della questione morale e della nuova Tangentopoli è tutto dentro al centrosinistra», dice Capezzone, portavoce nazionale di Forza Italia. «Ormai è scoppiata una nuova Tangentopoli tutta nella sinistra italiana, dall'Abruzzo, alla Campania, alla Calabria, alla Toscana, al Lazio». A chi gli fa notare che, in Abruzzo, lo scandalo della sanità è cominciato ai tempi della giunta di centrodestra, Capezzone risponde così: «Lo sappiamo, e chi dei nostri ha sbagliato ha pagato. Ma adesso c'è un caso nazionale che riguarda soltanto quel sistema di amministratori di centrosinistra. Questo schieramento affonda nella melma della questione morale e Veltroni si è sottomesso a Di Pietro, il quale non ha nessun titolo per dare lezioni di morale a nessuno. Pensi al pulpito da dove fa le prediche. In un altro paese, se ci fosse stato un magistrato, magari alla Di Pietro, con i suoi metodi, a indagare su di lui, sarebbe già fuori dalla politica e l'Italia dei valori sarebbe già travolta dagli scandali. Pensi al suo partito, ai valori immobiliari o di altro tipo. Qui c'è solo un candidato dalle mani pulite ed è Gianni Chiodi».
Capezzone poi aggiunge: «Gli italiani non vogliono più il caos dei venti partiti. Vogliono due grandi partiti, chi vince governa, chi perde si oppone come in America. Purtroppo», sottolinea, «sul lato sinistro il Partito democratico ha scelto di sottomettersi a Di Pietro, invece sul lato destro sta nascendo un partito dal 50% più uno dei voti, dove ci sono dentro i cattolici, i liberali, i socialisti, i riformatori, i modernizzatori. Per l'Abruzzo è importante avere un governo regionale in sintonia con quello nazionale: anche per questo motivo gli abruzzesi devono scegliere il centrodestra», e su questo concorda Gianni Chiodi, che per stargli dietro manca all'appuntamento alla Rai con tutti i candidati presidenti. «Qui, poi, al contrario di altre parti d'Italia, dovremo rinviare l'iniziativa dei gazebo in piazza per scegliere i delegati al congresso fondativo del Pdl. Ma è un appuntamento solo rimandato perché qui verremo a festeggiare la vittoria alle Regionali».