Chieste verifiche dell'inquinamento acustico e microsismico
FRANCAVILLA. Duecento firme a sostegno di una petizione contro i treni merci, sott'accusa per inquinamento acustico e microsismico. Allarmati dalle crepe presenti nelle abitazioni a ridosso della ferrovia, i residenti del centro hanno sollecitato l'intervento dell'amministrazione del sindaco Di Quinzio per risolvere l'annoso problema dei disagi provocati dal transito dei treni sempre più lunghi e veloci.
Nella lettera inviata al sindaco, i cittadini ricordano di aver rivolto poco più di un anno fa la medesima istanza alla passata amministrazione comunale, ma «per quanto ci risulta, il problema non è stato recepito nella sua gravità» lamentano. L'inquinamento acustico e le vibrazioni che accompagnano ogni passaggio del treno non sono cosa nuova, ma, secondo i residenti, «con l'avvento delle alte velocità i fenomeni si sono enormemente aggravati», scrive a nome di tutti Antonello Polidoro, rilevando che se in passato «i convogli viaggiavano con motrici meno potenti e un limitato numero di vagoni», ora «il transito di treni superveloci con maggiori teorie di carrozze, specie quelli con convogli merci, produce più intense vibrazioni del suolo e boati negli ininterrotti passaggi, che arrivano quasi a 200 in 24 ore. I continui sussulti del suolo e lo sferragliamento dei convogli creano uno stato continuo di ansietà: al passaggio dei treni, oscillando le strutture, traballano mobili, si aggravano le lesioni alle pareti», rincarano i cittadini, che ritengono «minacciata la stessa stabilità degli edifici».
Per loro non esiste riposo notturno, a dispetto delle norme specifiche della legge quadro sull'inquinamento acustico da rotaie. I residenti chiedono: un sopralluogo dei tecnici comunali per verificare le lesioni presenti nelle case; il monitoraggio dell'Arta per definire il livello delle intensità sonore e dei microsismi, accentuati da quando le traversine in legno sono state sostituite da quelle in cemento; il coinvolgimento del Servizio gestione e tutela del suolo della Regione per evidenziare i danni ambientali e, infine, una diffida alle Ferrovie dello Stato e a Trenitalia a ridurre nel tratto urbano la velocità dei merci, sacrificando solo pochi secondi sui tempi di percorrenza.
«Sono questi che provocano i maggiori disturbi per il considerevole peso dei locomotori, per i carichi rilevanti come ghiaia, silos, materiali ferrosi, cisterne. Spesso transitano convogli che hanno fino a 40 vagoni sovraccarichi, che provocano sovraccavallamento dei sismi». «L'amministrazione ha già provveduto a inviare una richiesta di intervento alla direzione compartimentale delle Ferrovie di Ancona», assicura Massimiliano Di Pillo, assessore a Viabilità e trasporti.