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Data: 06/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Famiglie nel panico: la crisi morde gli italiani. Tra le tante paure prende sempre più quota il timore di un tracollo economico

Undici milioni di nuclei familiari rischiano di finire travolti dai debiti e hanno deciso di limitare i consumi: anziani nel dramma

ROMA. E' stato l'anno delle paure, paure che la crisi economica può trasformare in panico. Lo dice il Censis nel suo Rapporto sulla situazione del Paese, il 42º. I dati sono allarmanti, 11 milioni di famiglie rischiano il tracollo travolte dai debiti, dai mutui, stringono la cinghia, non consumano. Ma nonostante questo, dice Giuseppe De Rita, presidente del Censis, forse dietro l'angolo c'è una nuova metamorfosi, come quella che salvò l'Italia del Dopoguerra, una metamorfosi che può scaturire proprio dalla crisi.
Le paure. «Sono tante le paure che hanno occupato l'opinione collettiva nei primi mesi dell'anno - dice il Censis - la paura dell'immigrato, la paura delle rapine e dei furti (magari compiute dai minori Rom), la paura della microcriminalità di strada, quella degli incidenti stradali causati da giovani ubriachi o drogati, quella degli incidenti causati da camionisti (stranieri e anche loro ubriachi e drogati).
Poi c'è la paura della violenza giovanile, in particolare del bullismo crescente anche in età finora insospettabili, quella del lavoro precario o mancante e via via tutte le paure più squisitamente socioeconomiche».
Il panico generalizzato. Le paure dei primi mesi dell'anno, ovvero della campagna elettorale. Poi, però, è subentrata la «grande paura, un panico generalizzato indotto da una crisi finanziaria internazionale che potrebbe mettere in pericolo la nostra economia». Contro la paure più piccole erano stati «messi in campo interventi puntuali di securizzazione che vanno dai militari per le strade alla social card».
Tracollo a febbraio. «Per ora la crisi non è stata tragica - dice Giuseppe De Rita - ma l'aggravamento che ci sarà sicuramente, prevedibilmente fra febbraio e marzo, potrebbe portare all'incapacità di controllo». Il vero problema - si legge ancora nel Rapporto del Censis - «ci sarà dopo Natale, quando finirà un ciclo di propensione alla spesa e comincerà un periodo di bassa stagione che potrebbe frenare i consumi. Se non ripartono alcuni mercati internazionali, Cina e India, si cominceranno ad avere problemi che si ripercuoteranno su occupazione e imprese».
Quel 40% a rischio. Sono 11 milioni, il 40% del totale, le famiglie italiane che rischiano il tracollo.
Una su quattro ha già messo in campo una prima strategia per affrontare la crisi: risparmiare tagliando i consumi. «Tra le strategie per affrontare il difficile momento - si legge nel Rapporto - il 33,9% degli italiani dichiara che intende risparmiare di più.
Mentre il 25,2% sembrerebbe non avere altra strada che il taglio radicale dei consumi, fra questi soprattutto gli anziani che vivono da soli. Il 4% dichiara che si indebiterà o sarà costretto a intaccare i risparmi messi da parte». In generale il 71,7% degli italiani pensa che la crisi possa avere ripercussioni dirette sulla propria vita, mentre il 28,3% pensa di poterne uscire indenne.
A fianco a questo - avverte De Rita - c'è anche una sorta di scetticismo. Bombardati di paure gli italiani sembrano meno propensi a credere al pericolo connesso alla crisi.
Con l'acqua alla gola. Due milioni e 800mila famiglie, l'11,8% del totale, hanno fatto investimenti rischiosi come azioni o quote di di fondi comuni, quasi due milioni di famiglie pagano il mutuo, 250mila dicono di aver avuto difficoltà nel pagare la rata, 81mila non ce l'hanno fatta a pagare nei termini.

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