Iscriviti OnLine
 

Pescara, 30/04/2026
Visitatore n. 753.563



Data: 07/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Berlusconi in aiuto di Chiodi: no al Centro oli. Visita a sorpresa a Pescara, sprint di cento metri tra la folla dello shopping

PESCARA. «No al Centro Oli, non ci piace». Sembra di sentire un manifestante di Ortona. E invece è il presidente del Consiglio che parla. Berlusconi, girocollo e giacca blu, è appena sbarcato a Pescara, tappa tra Roma-Milano-Macherio, per un giro in centro deciso all'ultimo momento, a 8 giorni dal voto.
Il premier va a cercare i microfoni per una dichiarazione che fa felice Gianni Chiodi. Una passeggiata cominciata alle 16 e decisa all'ultimo momento. A mezzogiorno l'Sms di Chiodi per ricordargli l'appuntamento di Chieti venerdì 12. E, per risposta, l'avviso: «Sto arrivando a Pescara», per una «capatina» che spiazza tutti, dalle autorità alle forze dell'ordine richiamate da ogni dove. Berlusconi parla a raffica: «Sull'iniziativa del Centro Oli Eni io sono negativo. Completamente. Ne ho parlato anche con il nostro candidato presidente Gianni Chiodi. Noi siamo assolutamente negativi e sono qui per confermarlo. In Abruzzo serve una ristrutturazione economica, bisogna sfruttare la regione più verde d'Italia e i suoi parchi bellissimi che non hanno nulla da invidiare a quelli del Maine. Ebbene, io che li ho visti vi posso dire che non hanno nulla di più rispetto al parco d'Abruzzo».
«SPENDETE, SPENDETE». Sorride, dietro di lui, Gianni Chiodi il quale, ora che c'è la pietra tombale sul contestato impianto per gli idrocarburi, messa da Berlusconi in persona, conta di recuperare terreno anche sul Chietino. E, incassato subito il sì del movimento Natura verde, soddisfatto dell'impegno del premier, Berlusconi si mischia tra la gente dello shopping. «Agli italiani dico: spendete pure e fate i vostri regali e le vostre feste come ogni anno. Abbiamo sistemato banche e imprese, il sistema italiano è al sicuro, quindi adesso è solo una questione psicologica. È importante consumare perché se si spende meno può iniziare un circolo vizioso che potrebbe aggravare una crisi la cui estensione è nelle nostre mani. Il governo ha fatto tutto il possibile. Il nostro esempio è stato seguito dai paesi dell'Eurozona e dall'amministrazione Usa per le banche in difficoltà. Se anzi in America avessero preso prima la nostra strada per Lehman Brothers e le altre non avremmo avuto ciò che poi si è visto».
TRA LA GENTE DEL PDL. Nello slargo tra via Carducci e corso Umberto lo aspetta lo stato maggiore della Forza Italia che fu, oggi Pdl. Ma lui preferisce cercare la gente a passeggio, accarezzare i bambini, farsi le foto. Senza rinunciare alle battute tra cui una stile-Obama riservata a una ragazza di colore: «Ti avevo detto di non prendere troppo sole». In prima fila, tra i notabili, il senatore Filippo Piccone, i deputati Sabatino Aracu e Paola Pelino, il candidato del listino Ricardo Chiavaroli. Poco più indietro il senatore Andrea Pastore. C'è anche mezza giunta di Montesilvano, il sindaco Pasquale Cordoma in jeans, il vice Ernesto De Vincentiis, l'assessore Carlo Tereo de Landerset. Da Teramo è arrivato l'ex assessore comunale Enrico Mazzarelli che si fa largo per stare vicino al premier («Ma come faccio a passare?»), così come l'aquilana Fabrizia Aquilio (Circoli della libertà) che di gomitate ne prende diverse. La scorta non scherza e spintona senza troppi complimenti parlamentari e gente comune nessuno escluso. Nonostante l'embargo negli ultimi 15 giorni di campagna elettorale, Berlusconi conforta il popolo del centrodestra facendo riferimento a «un sondaggio buono». «Ce la faremo, ce la faremo».
LA SCALETTA. E per scalare i sondaggi Berlusconi, con un colpo a effetto in mezzo a piazza Salotto, sale su una scaletta di ferro da elettricista che sta sistemata davanti al banchetto della Misericordia dove si vendono calendari e ciclamini rossi. Qui, sotto il tendone, presente anche Carlo Masci, l'ex Udc, incontra i volontari e parla con Nicola De Luca. «Abbiamo parlato del nipotino», dice il volontario. «Lui ci ha raccontato degli aneddoti e di un orfanotrofio che sostiene in Thailandia. Ha preso un calendario e poi ci ha detto "Voi siete il motore della nazione. Andate avanti così"». Poi fa cenno a uno dello staff che tira fuori una banconota e la infila nella cassettina. Una donna gli regala un libro di favole.
CAFFE' E VIA DI CORSA. Poi la sosta al bar Silvan, dove Berlusconi arriva quasi per forza d'inerzia. Sorseggia un caffé che gli ridà il tono necessario per il secondo colpo di teatro: la corsa di 100 metri fino a piazza Sacro Cuore. «Guarda, Berlusconi che corre!», esclamano i più giovani che scattano foto a raffica con i telefonini. «Comprati il Pescara e caccia Soglia», gli grida un ragazzetto con la sciarpa biancazzurra. Guido D'Antonio, l'edicolante di piazza Sacro Cuore, rimane con le riviste in mano quando vede tendersi la mano di Berlusconi. «E chi ci pensava? Che non fosse una candid-camera me ne sono accorto quando ho visto Chiodi. Berlusconi è simpatico: mi ha chiesto come vanno le vendite e io gli ho detto che sono calate del 20-25%. Ha fatto una faccia sorpresa e mi ha detto: "Speriamo nel futuro"». Più avanti, al gazebo Ail dell'avvocato Domenico Cappuccilli, il premier rifiuterà gentilmente la piantina da una delle volontarie: «L'offerta già l'ho fatta».
SUL PREDELLINO. Poi l'ultima pausa con i cronisti prima di salire di nuovo sul predellino della macchina da dove fondò il nuovo partito e ora, con la mano destra alzata, «benedice» più e più volte Gianni Chiodi. La scorta speciale del candidato presidente è la piccola Virginia, 13 anni, di Loreto Aprutino, che è una sua fan sfegatata e che tra 5 anni si vuole candidare: «Me lo devi promettere». Sul ricorso al Consiglio di Stato di Alleanza federalista, Berlusconi è categorico: «Bisogna mettere in campo il buonsenso da parte di chiunque, anche dal Consiglio di Stato. Non si può pensare che una lista che non può mai raggiungere l'1 per cento possa veramente sottoporre a un danno l'intera regione che necessita di avere presto un nuovo governo. È innegabile che ci sia una questione morale nel Pd. Nuova Tangentopoli? Non amo questo nome, spero che non sia così, ma la sinistra non ha l'esclusiva dell'etica. Se il sindaco di Firenze Domenici si è incatenato per protesta io avrei dovuto farlo tutti i giorni. Cari abruzzesi, vi faccio tanti auguri ma tornerò il 12 a Chieti. Ho un Consiglio europeo, magari salterò la colazione. Visto che l'altra volta ho portato 4 punti in più devo tornare perché sono interessato a questa regione che potrà contare sull'appoggio di un governo dove abbiamo un deus ex machina che si chiama Gianni Letta. È falso quello che dice la sinistra sui tagli ai fondi. C'è la ferrovia Pescara-Roma, le infrastrutture e i fondi Fas che restano al Centro-Sud. Per Natale regalatevi un governo regionale amico di quello nazionale». Alle 17,50, sull'aereo privato, Berlusconi invita a salire il senatore Piccone che lo accompagna a Milano. «Vieni, Filippo, non ti preoccupare che non ti lascio a piedi». Nel senso che gli promette il passaggio di ritorno. E qui un'altra risata. In questo sabato tutto di corsa nel salotto di Pescara.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it