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Pescara, 30/04/2026
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Data: 07/12/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - Berlusconi, un sabato di corsa. Visita a sorpresa a Pescara. «Il Centro Oli di Ortona? Dico no»

PESCARA - Diavolo d'un Berlusconi. Era atteso per il 12 prossimo a Chieti per la chiusura della campagna elettorale delle regionali per il candidato presidente Gianni Chiodi - ha garantito che tornerà «anche se in quei giorni sarò impegnato a Bruxelles» -. Ma con un colpo a sorpresa ha stravolto l'agenda e ieri ha "dirottato" su Pescara l'aereo bianco della presidenza del Consiglio dei ministri. Il cavaliere è piombato nel capoluogo adriatico di sabato pomeriggio e il giorno dello shopping ha regalato momenti da happening: la salita su una scala per salutare dall'alto i fedelissimi a piazza Salotto, lo scatto da bersagliere per un centinaio di metri a corso Umberto (passando di corsa davanti al comitato del rivale dipietrista Costantini); lo shopping alla gioielleria di Flora Muglia in piazza sacro Cuore dove dicono abbia speso più di tremila euro: collana di corallo rosa per la figlia e perle per le parlamentari, ha rivelato l'onorevole Paola Pelino che con Gianni Chiodi l'ha seguito come un'ombra sfidando le robuste spallate dei giganti del servizio di sicurezza.
«Il vostro parco nazionale non ha nulla da invidiare alle bellezze naturali dello stato americano del Maine» ha esordito Berlusconi, aggiungendo che «proprio dalle montagne, dal mare e dai trabocchi deve ripartire l'economia di una regione a vocazione turistica». E' stata la premessa alla notizia del giorno: lo stop al centro oli dell'Eni a Ortona. «Sono contrario» ha sentenziato il premier meritando la stretta di mano di Giusto Di Fabio, a capo del comitato ambientalista Natura Verde. «La partita è chiusa, il centro oli non si farà - ha ribadito il candidato presidente Gianni Chiodi - ne abbiamo parlato al telefono con Letta». E' l'asso nella manica che Berlusconi ha calato per il suo pupillo, lodando l'abruzzesità verace di Gianni Letta, «deus ex machina».
Avrebbe voluto parlare solo dell'Abruzzo, «non come i leader nazionali dell'opposizione che qui affrontano questioni nazionali» ha detto Berlusconi che non s'è però sottratto alle domande sui problemi del paese. Crisi finanziaria e questione morale sono diventati così i temi sui quali ha attaccato a testa bassa il centrosinistra. «E' innegabile che ci sia, e c'è assolutamente, una questione morale nel Pd - ha detto -. Certamente la sinistra italiana sbagliava quando pretendeva di avere l'esclusiva dell'etica». Alla notizia che il sindaco fiorentino Domenici s'è incatenato davanti alla sede dell'Espresso-Repubblica Berlusconi ha allargato le braccia: «Allora io mi dovrei essere incatenato da diversi anni...». Infine la riforma della giustizia: «Va fatta, dobbiamo andare avanti». Sulla crisi finanziaria che in Abruzzo morde forse di più Berlusconi ha esortato a reagire. «Non tutti possono permettersi di spendere, ma chi può non deve farsi prendere dal panico. Facciamo le feste ed i regali di Natale, e compriamo europeo». Berlusconi ha anche elogiato i risparmiatori «stampella delle banche che grazie a loro sono solide».
Nella passeggiata di un'ora e mezza Berlusconi ha riabbracciato Carlo Pace (e più tardi la sua ex segretaria Rita Faieta), «mi ha detto cose bellissime, gli ho dato io la prima vittoria di FI in Abruzzo» ha detto l'ex sindaco. Ha ricevuto la Stella di natale dell'Ail, prima aveva visitato lo stand della Misericordia e fatto i complmenti ai volontari, «ci ha parlato del nipotino». Ha baciato bambini, ascoltato all'orecchio la preghiera di una ragazza di colore, ha preso biglietti e raccolto auguri. Dopo lo scatto a corso Umberto s'era fermato all'edicola di Guido D'Antonio: «Vendite in calo presidente». La sosta alla gioielleria Muglia e infine l'incontro con i ragazzi del Circolo di Dell'Utri, «liberaci dal male Silvio» gli hanno gridato. «Ditelo in latino, libera nos a malo» ha fatto lui a quelli un po' stupiti. E ha aggiunto: «Mio padre diceva che per fare del male nella vita uno può fare tre mestieri: il criminale, il pm o il dentista». E giù legnate pesanti a Di Pietro.



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