LANCIANO- «Mentre il presidente del Consiglio, Berlusconi, è a spasso per Pescara, noi abbiamo preferito venire qui in Val di Sangro, cuore produttivo dell'Abruzzo, e stare tra i lavoratori che stanno vivendo una situazione di grande crisi». Neppure i 38 gradi di febbre tolgono verve al leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, in visita ieri alla Pail Serramenti, in contrada Saletti di Atessa, azienda di proprietà di Amerigo Pellegrini, che è anche patron della Val di Sangro calcio: un'azienda con 45 anni alle spalle e forte di 300 lavoratori e 50 milioni di fatturato, con una crescita del 6% mentre la concorrenza nazionale va a rotoli. Si parla di crisi del lavoro in una realtà che, al contrario, va a gonfie vele. Un segno di speranza. «Questo momento -aggiunge Casini- non è particolarmente roseo, ed è per questo che chiediamo al Governo misure concrete a sostegno delle famiglie e delle piccole e medie imprese, e non pannicelli caldi come quelli messi in campo finora. Le risposte non possono essere date solo attraverso spot elettorali». L'ex presidente della Camera mena fendenti e critica la conduzione politica e amministrativa degli ultimi anni in Abruzzo: «Abbiamo visto -dice Casini davanti a una platea di sindaci, lavoratori e sindacalisti- il modo di operare sia della destra, con Pace, che della sinistra con Del Turco. Governi che sono stati messi in condizione di operare, ma che hanno fallito entrambi. Da noi, dal centro, nasce una domanda nuova. C'è voglia e capacità di ripartire». Casini ricorda che «vent'anni fa ci fu chi qui portò aziende e sviluppo. Ora questa regione ha perso lo smalto». Gli fa eco il candidato governatore Rodolfo De Laurentiis: «La crisi industriale è forte in Abruzzo, e sta travolgendo aziende e lavoratori, con indifferenza della politica e di chi ha responsabilità. Si attivino misure di sostegno, e basta con le chiacchiere». Nicola Manzi, segretario provinciale Uilm, portavoce dei sindacati, illustra a Casini lo stato della crisi: «Rischiano il lavoro in tremila, di cui mille solo alla Sevel. Si faccia portavoce, presidente Casini presso l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, per convincerlo a un passo indietro. Sevel ha guadagnato in questa zona per 28 anni. Ora ci vogliono fatti, non parole». E poi c'è la crisi del colosso alimentare Cpl Pozzolini, 500 lavoratori in cassa integrazione: un dipemdente ne parla al leader Udc. Insomma una radiografia netta sul futuro occupazionale in Val Sangro e in Abruzzo. Il padrone di casa, Pellegrini offre uno spunto su un tema caldo:«E' più importante la moralità in politica che la crisi industriale». Casini subito rilancia: «La questione morale esiste, ma la crisi della politica è spesso legata agli errori della politica. Non dobbiamo ripercorrere le strade del passato. Evitiamo gli sbagli già fatti». Altro tema scottante: la giustizia. «Siamo pronti a discutere in Parlamento -precisa Casini- una grande riforma, dialogando con la maggioranza. Lo scontro tra le Procure di Salerno e Catanzaro, cui stiamo assistendo, è una guerra tra bande di magistrati. Bisogna porre fine a questi conflitti, intervenendo concretamente sulla giustizia. L'unico che non si è accorto che la giustizia ha problemi è Di Pietro». In precedenza Casini aveva preso parte ad un pranzo con simpatizzanti Udc a Trasacco. In serata ha toccato anche Alanno.