PESCARA - «Vieni con me in aereo a Milano così parliamo un po'. Poi ti faccio riportare a casa». Non se l'è fatto ripetere due volte, Filippo Piccone: il co-coordinatore regionale del Pdl ha preso al volo (è il caso di dirlo) l'invito del premier e lesto ha salito la scaletta del velivolo presidenziale, all'aeroporto d'Abruzzo, alla fine del blitz berlusconiano a Pescara. Ha salutato la folla di dignitari Pdl che, con lui, avevano scortato Berlusconi in giro per il centro città (l'altro co-coordinatore Fabrizio Di Stefano, e poi Andrea Pastore, Ricardo Chiavaroli, Sabatino Aracu, Paola Pelino, Nazario Pagano e via via tutti gli altri) ed è decollato con Silvio, sognando d'aver strappato un vantaggio nella leadership regionale del partito.
Mentre Berlusconi volava via, intanto, la città ritornava lentamente alla normalità. La presenza improvvisa del premier ha infatti mandato in tilt il traffico del centro, e gli automobilisti impegnati nel primo pre-shopping natalizio non hanno assolutamente gradito l'irrompere di tanto prestigioso collega di shopping. Insomma: curiosi, simpatizzanti, giornalisti e cineoperatori a parte, impegnati in un corpo a corpo con i robusti body guard per vedere da vicino Berlusconi, il resto dei pescaresi non è impazzito di felicità per lo scombussolamento delle abitudini del sabato sera.
Dagli altri fronti politici, critiche alla visita pescarese del premier. Teodoro Buontempo, candidato governatore de La Destra: «Il comportamento di Berlusconi, che utilizza il prestigio e i mezzi della Presidenza del Consiglio per fare campagna elettorale di parte, umilia le istituzioni e fa capire quanto sia urgente difendere la democrazia esprimendo un voto di dissenso a tanta spregiudicatezza». E il coordinatore regionale di Italia dei Valori, Alfonso Mascitelli : «Forza Italia in Abruzzo ha preso e richiesto abbondantemente mazzette in occasioni e settori diversi. E visto che una della priorità del nuovo governo regionale sarà quella dell'abolizione dei ticket sui farmaci, sarebbe utile che Berlusconi, dato che ha tolto ogni euro al sostegno delle infrastrutture abruzzesi, restituisca almeno i soldi che ha preso il suo partito per costituire un fondo di copertura per l'eliminazione di questa ingiusta tassazione».