L'AQUILA - Gianni Alemanno si è presentato in abbigliamento "casual" (pantaloni sportivi, giacca e camicia) perché di ritorno da un'escursione sul Gran Sasso («È un pezzo di montagna fantastico», ha detto tra gli applausi). Quella del sindaco di Roma in città è stata una visita breve. Giusto il tempo, nell'affollata sala di palazzo Pica Alfieri (c'era anche l'ex sindaco Tempesta), di prendere l'impegno di un nuovo «protocollo d'intesa» con l'Abruzzo, di salutare maggiorenti e candidati del Pdl, di provenienza An (Fabrizio Di Stefano, Gianfranco Giuliante e Carla Mannetti) e poi tornare nella Capitale. Alemanno ha rilanciato la questione dei rapporti tra Roma e Abruzzo. «Mi auguro che la nuova amministrazione di centrodestra - ha detto - possa firmare con la Capitale un protocollo d'intesa che metta insieme una serie di proposte». Secondo Alemanno il riconoscimento dello status di Capitale per Roma (diverrà un ente locale speciale) consentirà uno sviluppo di tutto il centro Italia, a livello turistico, occupazionale, universitario («Bisogna rafforzare il legame tra gli Atenei romani e quelle abruzzesi»). «Il progetto di sviluppo di Roma è quello di tutto il centro» ha detto Alemanno. «Quelli che erano i vecchi modelli di sviluppo dell'Abruzzo - ha aggiunto Alemanno - non possono più funzionare. Una regione costruita sui finanziamenti statali ed europei non può più esistere. Bisogna fare leva sulle vere identità del territorio». Sul fronte strettamente politico il sindaco di Roma ha toccato due aspetti fondamentali: l'importanza nazionale delle elezioni («Se al termine di questa mobilitazione contro Berlusconi - fatta da studenti e sindacati, in primis - uscirà una vittoria del centrodestra in Abruzzo avremo confermato che a protestare saranno state minoranze»); il processo di «disfacimento della sinistra e del Pd in particolare» («La questione morale e giudiziaria rimane sullo sfondo: non speculiamo, a differenza di quello che tante volte ha fatto la sinistra. Misuriamo, però, l'incapacità amministrativa. Questa, ad esempio, è una delle regioni maggiormente in difficoltà insieme al Lazio per quanto riguarda la sanità. Tutto il progetto del centrosinistra è fallito»). «È finito il ciclo del "buongoverno" della sinistra» ha tuonato Alemanno. «In questa regione c'è bisogno di una svolta».