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Pescara, 18/06/2026
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08/12/2008
Il Centro
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«Centro oli, il governo espropria le regioni» Tutti contenti del «No» di Berlusconi, ma anche preoccupati delle prossime leggi |
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Il comitato Natura verde di Ortona teme il provvedimento all'esame del Parlamento in questo periodo CHIETI. No al Centro oli. Il giorno dopo l'annuncio urbi et orbi del capo del governo Silvio Berlusconi, che ha verbalmente chiuso ogni possibilità all'insediamento della "raffineria" che l'Eni vorrebbe costruire alle porte di Ortona, molti hanno scoperto di avere, in fin dei conti, un'anima ecologista. «Sul Centro oli io sono negativo. Completamente», ha detto il Cavaliere. Ma altri non si fidano dell'affermazione fatta in campagna elettorale. Il comitato ortonese "Natura verde", in prima linea contro il Centro oli, intanto si limita a prendere atto della dichiarazione, mentre altri interventi paventano rischi notevoli. Sabato pomeriggio a Pescara il presidente di "Natura verde", Giusto Di Fabio, ha incontrato Berlusconi e il candidato presidente del Pdl, Gianni Chiodi. «Berlusconi si è chiaramente pronunciato contro il Centro oli: "L'Abruzzo è la regione dei parchi e i suoi parchi sono più belli di quelli americani"», riferisce Di Fabio. «Ha confermato che il Centro oli non è compatibile con il territorio abruzzese che, invece, deve puntare sul turismo, sui servizi e su un'agricoltura di qualità». Di Fabio sorvola sul fatto che Chiodi finora si era ben guardato dal dire la sua sul Centro oli, almeno in forma pubblica, dichiara di essere «molto soddisfatto» dell'annuncio di Berlusconi di cui «prende atto. Ribadiamo, però, che saremo sempre vigili e puntigliosi, in attesa di un atto formale del governo e del nuovo consiglio regionale, che "seppellisca" definitivamente il progetto dell'Abruzzo petrolifero. Non scordiamo che la Camera dei deputati», è il forte timore di "Natura verde", «ha approvato il Ddl ora in discussione al Senato. Questo disegno di legge espropria le Regioni dal potersi opporre ad insediamenti petrolchimici». Intanto il senatore del Pd Giovanni Legnini annuncia un'interrogazione sul caso del Centro oli dopo che il centrodestra «ha stabilito che l'Abruzzo deve essere una regione petrolifera». Legnini annota che «Berlusconi si è classificato ultimo nel dire no al Centro oli. Ma dobbiamo rallegrarci del fatto che, in aperta contraddizione con le posizioni del Pdl abruzzese, egli abbia scoperto che l'Abruzzo debba scommettere sulle sue bellissime risorse naturali e sui suoi parchi». Per il vicepresidente nazionale delle Città del vino e vice sindaco di Orsogna, Fabrizio Montepara, Pdl, la presa di posizione «fa piazza pulita di un clima di sospetti che intossicava la campagna elettorale. Il no netto del capo del governo, cui si aggiunge la contrarietà degli altri schieramenti politici, a un'opera che la nostra associazione ha sempre indicato come dannosa per il paesaggio e l'economia locale e tutt'altro che strategica, rappresentano un decisivo asso nella manica che l'Abruzzo potrà calare sul tavolo della partita con l'Eni». Dice Bruno Evangelista, consigliere regionale ex Idv: «Solo una forte coesione bipartisan potrà raggiungere l'obiettivo di fermare definitivamente un'iniziativa partita nel 2001 per complicità di una politica cieca, irresponsabile». Interviene anche Fabrizio Di Stefano, senatore Pdl, il quale esprime «soddisfazione per il riconoscimento a una battaglia portata avanti dal 2007, quando c'era chi sventolava tale insediamento come fonte di sviluppo e lo stesso presidente della Regione Del Turco non nascondeva il proprio favore». Ma non spiega la posizione nettamente favorevole al Centro oli della maggioranza comunale di Ortona in gran parte composta da elementi del suo stesso schieramento. Chissà che cosa dirà il sindaco di Ortona Nicola Fratino dopo il no di Berlusconi all'insediamento dell'Eni. E Angelo Orlando, consigliere regionale di Rifondazione: «Chi ha creduto all'accattivante sorriso del presidente del consiglio che esprimeva il suo convinto de profundis al Centro oli vada a leggere le "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" entusiasticamente approvato dai deputati abruzzesi del Pdl e sottovalutato da quelli del Pd) e, forse, scoprirà che è ancora l'Eni a dettare la linea». Incalza la consigliera regionale del Pd Maria Rosaria La Morgia: «Governo e Pdl hanno ulteriormente semplificato le procedure per petrolizzare i territori. Dopo il voto della Camera il Ddl è all'esame del Senato, a questo punto potrebbe essere facilissimo impedire la realizzazione del Centro oli nei fatti e non nelle dichiarazioni: basta un emendamento». Ieri in Abruzzo C'era anche Franco Marini, ex presidente del Senato per un incontro all'Hotel Bellavista di Colonnella. Marini ha ribadito l'importanza del voto abruzzese nel quadro nazionale.
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