TERAMO. «Per un professionista che ha delle competenze è naturale fornire dei servizi ed avere dei compensi per questo. Certamente per Melilla e Storace, questo sembra strano, perchè non avendo mai lavorato in vita loro, non sono in grado di fornire consulenze a nessuno». E' la risposta al vetriolo di Gianni Chiodi ai dirigenti Dipietristi, di Sinistra democratica e della Destra. Nel mirino del candidato del Pdl ci sono Mascitelli dell'Idv, Melilla di Sd e Storace della Destra che lo hanno accusato di aver ottenuto dalla Asl di Pescara consulenze per circa 73 mila euro, negli anni 2003-04. «Per loro», ribatte Chiodi che per oggi alle 12 ha convocato a Pescara una conferenza stampa, «le consulenze sono sempre equiparabili a favoritismi».
«Per noi professionisti che abbiamo studiato una vita», aggiunge Chiodi, «e abbiamo maturato competenze specialistiche è normale e ovvio svolgere delle consulenze. Questi personaggi a carico economico degli italiani e degli abruzzesi hanno ancora una volta ripreso un argomento già stoppato dalla Corte dei conti che era stata interessata nel mese di settembre dal centrosinistra. I giudici hanno ribadito che tutto era perfettamente regolare. Grazie alla mia consulenza, avendo a che fare con i centri di costo della Asl, quella di Pescara mi risulta essere l'unica che abbia ridotto la spesa farmaceutica, proprio applicando le procedure di controllo di gestione che erano state elaborate in quelle consulenze».
A difesa di Chiodi si schiera anche il senatore Pdl, Paolo Tancredi. «La imminente sconfitta della sinistra sta portando i rappresentanti di questo schieramento a scelte disperate», dice Tancredi, «non si spiega altrimenti il patetico accanimento, fra gli altri del consigliere Melilla circa un vecchio incarico professionale di Gianni Chiodi. Credo che la disperazione di Buontempo della Destra da una parte e di Melilla della sinistra dall'altra, sia frutto della constatazione che Chiodi, a differenza dei lor signori, sia un professionista capace».
Quagliariello Un altro argomento sta poi a cuore al Pdl, ed è quello delle riforme sulla giustizia. «Sulla giustizia, così come su tutte le regole di funzionamento del sistema», afferma Gaetano Quagliariello vice presidente vicario dei senatori del Pdl, «non saremo certo noi a sottrarci al confronto con l'opposizione. Ma è evidente che non ci si può proporre come interlocutori e allo stesso tempo continuare a impugnare l'arma dell'aggressione personale e politica nei confronti di Silvio Berlusconi e della maggioranza, come il Pd ha fatto ancora negli ultimi giorni per bocca di suoi esponenti di primo piano».
«Di Pietro, invocando Piazza Navona», sostiene Quagliariello, «chiarisce bene di fronte a quale scelta il Pd si trova: per dialogare é necessario che rinunzi alla delegittimazione del proprio avversario. Per questo non si può accettare che, alla vigilia della sconfitta in Abruzzo, il Pd tenti di screditare moralmente il candidato del Pdl alla presidenza della Regione. Per Gianni Chiodi parlano la sua storia personale e politica e il consenso che ogni giorno di più si registra attorno alla sua candidatura; per quanto riguarda invece il Pd, non vorremmo che, invece di abbandonare l'alleato Di Pietro come sarebbe necessario, si spinga fino a rincorrere Teodoro Buontempo e le sue ridicole iniziative giudiziarie. Le aperture della minoranza possono considerarsi novità rilevanti a condizione che i comportamenti siano conseguenti».