PESCARA. Sono due gli incarichi di consulenza che la Asl di Pescara ha conferito tra il 2003 e il 2004 a Gianni Chiodi, l'ex sindaco di Teramo oggi candidato alla presidenza della Regione Abruzzo per il Pdl. Grazie a quegli incarichi Chiodi ha incassato 73mila euro per la sua attività di commercialista. La denuncia arriva dall'Italia dei Valori e da Sinistra democratica che a pochi giorni dal voto attaccano frontalmente il candidato del centrodestra e gli chiedono di fare chiarezza, «una volta per tutte».
Un chiarimento, sollecitano l'Italia dei valori e la Sinistra democratica sui rapporti avuti con la Asl di Pescara negli anni passati, quando alla guida della sanità locale c'era il teramano Angelo Cordone. Nei giorni scorsi si era già parlato di queste consulenze, e l'Italia dei Valori aveva sollecitato Chiodi a riferire pubblicamente a proposito. Fino a ieri non c'è stata alcuna reazione per cui in mattinata il senatore Alfonso Mascitelli e Gianni Melilla, in rappresentanza dell'Italia dei Valori e di Sinistra democratica, hanno tirato fuori le carte su Chiodi, e cioè le delibere della Asl relative all'affidamento di due diversi incarichi.
Con il primo provvedimento, che risale al 2003, si assegnava all'aspirante presidente della Regione una consulenza da 12mila euro. Quello, ha indicato Melilla, era solo «l'ennesimo incarico» ed era giustificato dal fatto che Chiodi era in possesso dei «requisiti necessari, avendo svolto «attività consulenziali di rilievo» in precedenza.
Nel 2004, poi, a pochi mesi dalle elezioni a Teramo, Chiodi ottenne un altro lavoro come esperto esterno alla Asl, per un importo di 61mila euro, relativo alla «formazione professionale dei dirigenti dell'azienda sanitaria in materia di elaborazione di budget», ha spiegato Mascitelli. «A quanto pare», ha proseguito il senatore dell'Idv mostrando i documenti, «Chiodi non ha ritenuto di dover informare gli abruzzesi sui rapporti che ha avuto con la sanità. Noi gli lanciamo un appello, quindi, affinché faccia chiarezza su questo punto e spieghi il contenuto delle delibere. Riteniamo», ha aggiunto Mascitelli, «che in Abruzzo vada smantellata la rete di connivenze e collusioni che si è creata nella sanità».
Senza andare troppo per il sottile il senatore dell'Idv ha contestato le "consulenze del nulla", cioè quelle inutili, che vengono usate spesso come"sostegno agli amici e agli amici degli amici».
L'Italia dei Valori ce l'ha con la Asl Pescarese, un tempo guidata da Angelo Cordone, che «si è caratterizzata per la lievitazione dei debiti, per cui Chiodi dovrebbe spiegare se le attività che lui prestato per la Asl siano stati utili o meno, se le sue sono state consulenze del nulla, forme di compiacenza economica. Gli abruzzesi», ha proseguito Mascitelli, «hanno il diritto di sapere quali consigli sono stati offerti da Chiodi in un periodo in cui sono stati prodotti alcuni dei guasti che affliggono la sanità di Pescara, dalla mancanza di risorse economiche alle difficili condizioni di precariato del personale sanitario, che ora mortificano questo polo ospedaliero». Critiche anche da Melilla, segretario regionale di Sinistra Democratica.
«E' difficile capire come mai ci sia stata la necessità di rivolgersi a Chiodi, commercialista di Teramo», sottolinea il segretario Melilla, «per la formazione del personale della Asl, visto che il capoluogo adriatico è ricco di professionisti ed è sede, tra l'altro, della Facoltà di economia e commercio. Oggi, comunque, Chiodi è candidato alla presidenza della Regione e deve avere il coraggio politico di rendere pubblico l'elenco delle consulenze che ha fatto in passato».