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Pescara, 18/06/2026
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Data: 09/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Negozi e iper, a rischio centinaia di posti. I primi effetti della crisi. Terenzi (Cgil): «Colpita anche la grande distribuzione»

Abbassate altre saracinesche sul Corso, scatta l'allarme per i licenziamenti. Sparito Blockbuster con 26 dipendenti e ora va via anche Full

PESCARA. Corsovittorio, il grande magazzino che 9 anni fa ha preso il posto della Standa, ha annunciato la chiusura. Un altro colosso, come Coin, ha lasciato Pescara qualche mese fa. Lo stesso ha fatto Blockbuster, gruppo americano leader nel noleggio di dvd e videocassette.
Il centro della città si sta piano piano svuotando. Ma anche a Portanuova la situazione non cambia: nel giro di poco tempo sono spariti negozi di elettrodomestici, di cellulari e persino un centro specializzato nella vendita di prodotti sanitari. La crisi economica, annunciata dai principali istituti di ricerche, è alle porte, ma il commercio di Pescara - composto da 5.599 attività tra piccola e grande distribuzione - settore trainante dell'economia locale, sembra che abbia anticipato i tempi. Secondo la Filcams, il sindacato di categoria della Cgil, dopo lo shopping di Natale si assisterà ad altre chiusure di attività, con la perdita di centinaia di posti di lavoro. «Per la prima volta, anche supermercati e centri commerciali annunciano esuberi» rivela il segretario regionale della Filcams, Antonio Terenzi «le tradizionali assunzioni a tempo per il periodo natalizio, quest'anno non ci saranno». Previsioni nere arrivano anche dalle associazioni dei commercianti.
CASO POZZOLINI. Le prime avvisaglie di una situazione che va peggiorando si sono già avute con il gruppo Cpl-Pozzolini. In tutto l'Abruzzo, oltre 400 dipendenti perderanno il posto. A Pescara ci sono i supermercati Sidis del gruppo Cpl, con una ventina di lavoratori, destinati a chiudere.
CHIUDE CORSOVITTORIO. Nove anni fa, l'apertura di Corsovittorio è stata accolta con soddisfazione della forze sindacali, in quanto ha posto fine alla lunga vertenza occupazionale della Standa. Quest'ultima, ha chiuso i battenti nel 1998, lasciando in mezzo a una strada una ventina di dipendenti. Una parte di quei lavoratori è stata poi assorbita dal gruppo Olimpic vendemoda, dell'imprenditore Di Fulvio, con l'apertura di Corsovittorio.
Ma ora anche il grande magazzino del Corso sta per chiudere. Nei giorni scorsi, sono apparsi sulle vetrine manifesti giganti con la scritta «Corsovittorio chiude, liquidazione della merce con sconti del 70 per cento». Quale sarà il destino dei dipendenti? Chissà.
A distanza di alcuni metri c'è lo storico negozio di scarpe Full, che sta vendendo tutto perché ha annunciato da tempo la chiusura definitiva. Proseguendo ancora, si arriva ai locali una volta occupati da Blockbuster. Le vetrine piene di luci e colori sono un ricordo, ora sono buie e sporche. Il gruppo americano che noleggia video ha lasciato Pescara e Montesilvano, cancellando 26 posti di lavoro.
ALLARME NEGLI IPER. Non sono solo i piccoli negozi in difficoltà. I primi effetti della crisi si stanno facendo sentire anche nella grande distribuzione. La gente compra di meno e i centri commerciali sono costretti, per la prima volta, a ridimensionarsi. Alla Filcams Cgil risulta che l'Iper di Città Sant'Angelo abbia una quarantina di esuberi. Gli altri ipermercati, invece, avrebbero segnalato al sindacato il 15-20 per cento dei posti di lavoro in eccesso. Si aggirerebbe sull'8-10 per cento la percentuale per i supermercati Conad.
PREVISIONI NERE. La Confcommercio spera che le feste di Natale possano portare qualche beneficio al commercio di Pescara. «Questo settore» avverte il direttore dell'associazione di categoria, Ernesto Orlando «sconta errori degli ultimi dieci anni. La Regione ha consentito l'avanzata della grande distribuzione, a discapito dei piccoli. Non si giustifica il fatto che qui c'è la più alta concentrazione di centri commerciali d'Italia. Gli ipermercati sono talmente tanti che si danneggiano da soli». «A questo» conclude il dirigente di Confcommercio «ora si aggiunge la crisi economica che non risparmierà nessuno».

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