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Pescara, 18/06/2026
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Data: 10/12/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Social card: respinta 1 domanda su 7. Al Caf delle Acli. In fila per compilare i moduli, tra malumori e speranze

«Quando ci si trova in ristrettezze economiche, qualsiasi aiuto è ben accetto. Ovvio che la social card, poco più di un euro al mese, non cambia la vita, ma poi scoprire che non te la danno solo perché sfori di qualche euro, non è per niente una bella scoperta». Lo dice Roberta Pace, responsabile del Caf Acli teatino, impegnata ad aiutare i pensionati a compilare i moduli per ottenre la carta acquisti e costretta, suo malgrado, a bocciare quelli che non rientrano nei requisiti.
I dati parlano da soli: al Caf delle Acli di Chieti, ufficio in via Templi romani, su settanta pratiche per ottenere il beneficio governativo, sono state ben dieci quelle scartate perché superavano i limiti richiesti dalla legge. Oltre il dieci per cento. «Ciò che condiziona è il reddito Isee - continua Roberta Pace - Un pensionato che guadagna 400 euro al mese, ma ha un reddito indicatore della situazione economica equivalente che superi i 6000 euro annui anche di poco, automaticamente non ha diritto alla social card».
Inevitabili le proteste degli esclusi, comprese le critiche e i soliti improperi nei confronti del governo, accusato di beffarsi dei cittadini meno abbienti. Insomma una beffa, senza contare l'altra beffa del post: a sentire diversi anziani residenti nei quartieri periferici, in molti negozi la social card non servirebbe a nulla perché tanti non hanno il Pos.
Ma non tutto è perduto. Sempre al Caf delle Acli ci spiegano infatti che per gli esclusi, ma anche per quelli che comunque hanno ottenuto la social card, con il decreto legge 185 del 29 novembre è stata varata un ulteriore misura per contrastare la povertà: un bonus straordinario, valido solo per il 2009, che varia dai 200 ai 1000 euro a seconda dei componenti del nucleo familiare, degli eventuali portatori di handicap e del reddito complessivo (quello Isee non è richiesto).
Spiega Roberta Pace: «I beneficiari del bonus devono essere residenti in Italia e componenti di un nucleo a basso reddito. Avranno 200 euro i soggetti titolari del reddito di pensione, unici componenti della famiglia e con un reddito complessivo non superiore a 15000 euro. Per un nucleo composto da due persone, il reddito familiare non deve essere maggiore di 17000 euro ed il bonus sarà pari a 300 euro. Per tre familiari con un reddito non superiore ai 17000 euro il contributo sarà di 450 euro. Ad un nucleo familiare di quattro componenti con reddito che non superi i 20.000 euro, il bonus sarà di 500 euro».
Insomma, una piccola via d'uscita. Spiegano ancora alle Acli: «Noi dobbiamo elaborare la modulistica e trasmettere tutto agli enti pensionistici. Abbiamo tempo fino al 31 gennaio 2009, se ci si riferisce al periodo d'imposta 2007, e fino al 31 marzo per quello 2008».



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