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Pescara, 18/06/2026
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Data: 11/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - «Il mio piano: meritocrazia e patto con Roma» Il candidato del Pdl Chiodi: al presidente la delega della sanità e a maggio il G8

PESCARA. Degli avversari dice: «Li rispetto e li ammiro, soprattutto per aver avuto il coraggio di sfidarmi». Ai partiti che lo sostengono annuncia: «Non sono condizionabile». Agli abruzzesi promette una rivoluzione meritocratica. Si presenta così nel forum del Centro Gianni Chiodi, candidato presidente alla Regione per il PdL. Se venisse eletto sarebbe il terzo presidente di Regione teramano, ma soprattutto, e a questo ci tiene, «il più giovane».
Quale sarà il suo primo atto da presidente della Regione in caso di elezione?
«Lavorerò velocemente per la formazione della giunta».
Ha già in mente qualche nome?
«Aspetto l'esito del voto, perché secondo lo statuto l'80% degli assessori dovrà essere nominato tra gli eletti».
«Almeno per la sanità può indicare un profilo?
«C'è la possibilità che l'assessorato venga mantenuto dal presidente».
Sui tanti ospedali della regione come si orienterà?
«Gli ospedali restano tutti, ma dovremo evitare i doppioni. Resteranno come presidi del territorio, ma dovranno trasformarsi per rispondere alla domanda del territorio. Inoltre bisognerà creare una rete di poli specialistici».
Rispetto ad Angelini imprenditore come si comporterà?
«Angelini non lo conosco. Credo però che vada fatto un discorso con tutta la sanità privata: trasparenza e patti chiari. Se poi i patti chiari non sono sufficienti a tenere in vita una struttura, beh non è un problema della Regione».
Veniamo all'industria. L'Abruzzo soffrirà più di altre regioni la crisi finanziaria. Un colpo in più per un'industria gravata dalle addizionali Irap. Cosa può fare la regione per affrontare una congiuntura così sfavorevole?
«Per la prima volta bisogna individuare un modello di sviluppo regionale.
Per esempio?
«Abbiamo la grande opportunità di stringere un patto forte con Roma, che oggi ha difficoltà a trovare aree industriali sul proprio territorio. Stiamo già lavorando con il sindaco Alemanno».
L'Abruzzo diventerà una seconda area industriale di Roma?
I tre temi sui quali stiamo lavorando sono le aree industriali, la Fiera di Roma e il turismo. Per quanto riguarda l'industria non penso a insediamenti tradizionali, penso invece a insediamenti nei settori più innovativi legati alla ricerca. Ma dobbiamo spingere anche su settori meno delocalizzabili, come il turismo e la cultura, coinvolgendo gli esperti e chiedendo alla politica di fare un passo indietro».
Vuol dire che, per esempio, la guida dell'Aptr, l'azienda di promozione turistica, andrà a un tecnico?
«So che è difficile crederci, soprattutto in campagna elettorale: l'Abruzzo vivrà una rivoluzione meritocratica. In questa regione siamo a zero nella considerazione del merito, ma non c'è alternativa: ne va della credibilità della classe dirigente. È un messaggio che lancio anche al centrosinistra».
La rivoluzione meritocratica investirà anche i manager Asl? Pensa di cambiarli se diventerà presidente?
«Il criterio meritocratico non può ridursi all'appartenenza partitica, ma certamente i manager non hanno brillato».
C'è una personalità del centrosinistra con la quale vorrebbe collaborare?
«Direi Blair, visto che oggi è libero...ma anche guardando all'Abruzzo, sono molte le personalità del centrosinistra con cui si potrebbe collaborare. D'altro canto io prenderò anche i voti di elettori del centrosinistra e per dare un segnale di discontinuità servono anche gesti simbolici. Potrò farlo perché non mi sento condizionato».
Ma gli apparati dei partiti peseranno sulle sue scelte.
«Bisogna che li guidi, ho già fatto così da sindaco di Teramo: i partiti hanno altre funzioni, non devono occuparsi solo di nomine e incarichi».
Fare il sindaco non è come fare il presidente della regione. Il sindaco è...
«Un monarca»
Il presidente invece deve rispondere a un organismo assembleare, alla sua maggioranza.
«Se voglio essere credibile non posso essere condizionalbile. Io devo rendere conto agli abruzzesi non ai partiti».
E che giudizio dà del provvedimento approvato dal consiglio regionale sull'assunzione dei portaborse?
«Do un giudizio pessimo. È un messaggio contrario alla meritocrazia. È la politica del secolo scorso».
Abolirà quel provvedimento?
«C'è già un giudizio di incostituzionalità, è inevitabile abolirlo, ma mi permetto anche di chiedere a chi deve dare seguito al provvedimento di evitarlo».
Dopo 15 anni di alternanza tra centrosinistra e centrodestra c'è la sensazione di essere arrivati alla fine di una stagione, quella del detto e non fatto. È d'accordo?
«Lo dico in maniera meno elegante: la torta è stata mangiata con tutte le posate. Mi chiedo come potranno gli elettori del centrosinistra continuare a votare centrosinistra. L'ideologia non può essere il paravento del malaffare».
Ma la torta è stata mangiata anche dal centrodestra.
«Il centrodestra ha già pagato nel 2005».
Se andrà al governo della Regione attuerà una rotazione dei dirigenti?
«L'ho fatto a Teramo da sindaco. Salvo situazioni particolari è una cosa da fare, perché i rischi di incostrazioni ci sono. La meritocrazia non può essere un fatto rituale».
Uno dei temi della stagione è quello dei costi della politica. Lei è d'accordo a ridurre i compensi dei consiglieri regionali?
«Premesso che i principali costi della politica sono altri, sono d'accordo a ridurre la quota dei privilegi e il meccanismo delle pensioni».
Pensa a un grande evento per l'Abruzzo?
«Un evento del G8 si farà in Abruzzo a maggio».
Ne è sicuro?
«Sicuro».

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