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Pescara, 18/06/2026
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Data: 11/12/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - Tremonti contestato, interviene la Polizia

L'AQUILA- Giulio Tremonti all'Aquila a sostegno di Gianni Chiodi. Il ministro dell'Economia ha chiuso di fatto la campagna elettorale nel capoluogo, anche se Chiodi lo farà ufficialmente questa sera all'Hotel Canadian, un saluto ai propri sostenitori a poche ore dal silenzio elettorale. Con Tremonti non c'era Umberto Bossi, che al suo posto ha mandato il sottosegretario Aldo Brancher. Troppo occupato, ieri, il ministro delle Riforme col progetto di federalismo fiscale in discussione al Senato, e allora niente trasferta aquilana, che sarebbe stata senza dubbio una singolarità viste le abitudini molto padane di Bossi.
L'intervento di Tremonti ha avuto comunque un avvio un po' movimentato. Una ragazza ha contestato il ministro quando è salito sul palco del Centro congressi con Paola Pelino, Gianni Chiodi, Filippo Piccone e Aldo Brancher. Sono volati un paio di "buffone, buffone", ma tutto è finito lì. Anche perché il nucleo forte dei contestatori, una trentina di giovani, è stato tenuto lontano dal Centro congressi da un cordone di agenti di polizia che gli ha impedito contatti diretti con la manifestazione del Pdl.
Tremonti non ha concesso nulla ai giornalisti che lo aspettavano al varco. Ha dribblato tutte le domande, anche quella sulla cassa integrazione alla Micron, una notizia giunta ieri come un fulmine a ciel sereno. Ha risposto indirettamente quando ha a poi parlando della crisi «che sta diventando globale e che noi avevamo previsto, tanto da averla messa nel nostro programma elettorale. Mentre altri parlavano di miracolo nel loro libro dei sogni-ha aggiunto- noi abbiamo avvertito che sarebbe stata dura. Dura per tutti. Per questo abbiamo fatto la finanziaria a luglio spalmandola su tre anni, per questo abbiamo preso tutti i provvedimenti che sapete, per questo sappiamo oggi che ne usciremo, ma che per farlo dovremo mantenere la barra dritta senza tentennamenti». Il ministro dell'Economia ha ricordato tutti i provvedimenti presi dal Governo, da quelli adottati subito dopo le elezioni a quelli recenti.
Centrato sull'imminente confronto elettorale l'intervento di Gianni Chiodi. «Dobbiamo costruire un Abruzzo più forte -ha detto- fare nel nostro piccolo ciò che sta facendo il governo nazionale. Dovremo avere il coraggio di prendere le decisioni, attuare una riforma meritocratica vera. Il centrosinistra ha lasciato macerie etiche ed economiche, ed è un centrosinistra che stavolta non si può votare perché non se lo merita. E stiano tranquilli i lavoratori -ha concluso- non lasceremo nessuno di loro in balia della crisi». Una crisi, aveva detto Piccone qualche minuto prima, «che è iniziata nel 2000 e che dura tuttora. Negli ultimi sei-sette anni l'Abruzzo ha perso quasi 7 punti di Pil, una situazione che oggi richiede interventi urgenti e un'amministrazione regionale seria».

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