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Pescara, 18/06/2026
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Data: 12/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - «La questione morale? È nel centrodestra» Veltroni: dal governo insulti all'opposizione. Modificare la Costituzione è grave

PESCARA. Piano di rilancio dell'economia sull'esempio di Obama, rete di protezione per il precariato, allarme per l'intenzione del premier di modificare la Costituzione a colpi di maggioranza, preoccupazione per il riacutizzarsi della questione morale che, dice, riguarda tutti i partiti e in particolare il centrodestra. Il segretario del Partito Democratico e capo dell'opposizione, Walter Veltroni, chiude oggi all'Aquila la campagna elettorale per il candidato presidente alla Regione Carlo Costantini e, pur sottolineando il valore del voto abruzzese, esclude che sia un test nazionale.
Veltroni, quando terminerà questa crisi? Secondo il rapporto occupazione redatto dalla Cisl, nell'industria manifatturiera e nelle costruzioni sarebbero a rischio 900 mila posti di lavoro nei prossimi due anni.
«Tutto ci dice che non sarà una crisi né breve né facile: l'allarme del sindacato sull'occupazione è fondato e a rischio ci sono per primi i precari che oggi non hanno alcun sistema di welfare a proteggerli. I dati Istat sulla produzione industriale sono altrettanto allarmanti e il centro studi di Confindustria dice che la caduta produttiva sarà a fine anno ancora più grande. Ecco io credo che si debba partire da qui, dalla costatazione della gravità della crisi alla quale non si può rispondere con un ottimismo di facciata e con appelli a far finta che non stia succedendo nulla, come fa il governo e il premier. Dico partire dalla gravità non per pessimismo, ma perché proprio la consapevolezza della pesantezza della situazione ci può far trovare le risposte necessarie. Mi è capitato di dire che l'ideogramma cinese che rappresenta la parola crisi è l'unione di altre due parole: rischio e opportunità. Dobbiamo comprendere a fondo i rischi ma anche cogliere l'opportunità insita in una situazione che sta cambiando i parametri dell'economia e con questi anche stili di vita. Bisogna mobilitare tutte le risorse disponibili, come sta facendo Obama e anche i governi dei grandi paesi europei, rilanciare consumi ed economia, spingere per una grande rivoluzione legata all'ambiente non come "lusso" ma anzi come motore della crescita. Ecco, a queste condizioni la crisi può essere affrontata e anche vinta in tempi non lunghissimi, altrimenti il rischio è quello di una vera e propria depressione».
In Abruzzo, nella Val di Sangro, c'è un importante comparto legato all'"automotive". Per Natale le aziende più grandi prolungheranno le ferie; quelle più piccole, dell'indotto, ricorreranno alla cassa integrazione. La Micron, colosso dell'elettronica, annuncia 13 settimane di Cig. Quali sono le proposte anti-crisi del Pd?
«Il ricorso massiccio alla cassa integrazione è uno dei segnali d'allarme più sensibili. Noi abbiamo lanciato delle proposte per rilanciare l'economia che passano da un sostegno significativo ai redditi delle famiglie (agli stipendi come alle pensioni) usando la leva fiscale, ad un intervento a favore delle piccole e medie imprese che oggi hanno grandi difficoltà di accesso al credito. Gli altri fronti sono quelli del precariato, che non può essere lasciato senza una rete di protezione specie in una fase di recessione, e delle infrastrutture. Qui serve uno sforzo straordinario per due motivi: creano occupazione e al tempo stesso sono indispensabili alla modernizzazione del paese e al recupero della sua competitività».
I soldi sembrano prendere la strada del Nord. O per lo meno sono previsti minori investimenti nelle aree svantaggiate del Paese. Non lo dice lei in quanto capo dell'opposizione. E' un passaggio del discorso tenuto dal presidente Giorgio Napolitano a Napoli il 1º dicembre, che pure ha ammonito il Sud a farsi una severa autocritica. "Non si può fare a meno di rilevare - ha detto il presidente Napolitano - l'evoluzione in corso nell'attribuzione di risorse a politiche di riequilibrio territoriale. E' in atto una sensibile riduzione - non parlo nemmeno degli stanziamenti ordinari - del Fondo per le Aree Sottoutilizzate; riduzione nel periodo 2007-2013 di oltre 11 miliardi, dieci per il Mezzogiorno".
«È certamente vero che si rischia in una fase come questa di allargare il differenziale tra nord e sud e l'allarme del presidente Napolitano è giustificato. Per questo è estremamente importante che si vigili perché le risorse siamo distribuite in modo equilibrato e anzi permettano un rilancio delle zone del paese più in difficoltà. D'altra parte - e questo è uno dei grandi problemi irrisolti del nostro paese - mentre in tutta Europa c'è stato un riallineamento verso l'alto delle zone più povere in Italia questo non è successo. E per noi questo è un impegno non eludibile».
Che valore dà al voto abruzzese?
«Un grande valore. Per l'Abruzzo. Qui qualcuno cerca di far passare queste elezioni come un test nazionale. No, qui si tratta di decidere in concreto chi governerà la regione nei prossimi anni e per gli abruzzesi questa è la cosa importante. Il Pd, il centrosinistra sono impegnati su questo terreno, dare risposte concrete a problemi concreti: sviluppo, occupazione, destino del territorio, difesa dei livelli di ricchezza raggiunti. Credo che andando a votare gli elettori guarderanno a questo».
Governo e maggioranza la invitano a rompere con Di Pietro per riprendere il dialogo. Proprio qui in Abruzzo avete accettato che il candidato alla Regione fosse dell'Idv. Dunque l'alleanza continua?
«Il governo deve abituarsi ad avere l'opposizione che hanno scelto gli elettori non quella che lui preferisce. Qui su questo territorio e con un ben preciso programma di cambiamento abbiamo stretto una solida alleanza di cui fa parte integrante anche l'Idv. Avremmo voluto che della coalizione facesse parte anche l'Udc: hanno detto di no e ora mi pare se ne stiano pentendo. E d'altra parte questa alleanza che si candida a governare l'Abruzzo governa e bene in tante città e province».
Sulla questione morale l'Abruzzo, purtroppo, ha fatto da apripista con la raffica di arresti in luglio che hanno decapitato la giunta presieduta da Ottaviano Del Turco. Secondo le accuse della Procura della Repubblica di Pescara, tuttavia, il malaffare nella sanità è iniziato con la giunta di centrodestra ed è poi proseguito con quella di centrosinistra. Responsabilità bipartisan. Poi i casi Napoli, Firenze, Calabria dove è esposto innanzitutto il Pd. Come uscirne? Quali regole ipotizza per aumentare controlli e trasparenza?
«Noi abbiamo detto chiaramente che esiste una questione morale che riguarda tutta la politica, soprattutto il centrodestra: il caso abruzzese da questo punto di vista è chiarissimo. Non voglio entrare nel merito dell'inchiesta ma noto come tutta la vicenda sia nata con la giunta di centrodestra che ha messo in piedi un vero e proprio sistema, quello stesso che ha prodotto l'enorme buco della sanità. Eppure proprio qui, durante la sua passeggiata a Pescara, Berlusconi ha lanciato l'offensiva di una questione morale del Pd. Questo è un attacco che respingiamo: lui non può dare lezioni a nessuno su questo argomento e neppure i suoi uomini. Ma il Pd, che ha migliaia di amministratori onesti, vuole affrontare con chiarezza anche i casi di opacità che possono emergere. Questo lo facciamo rinnovando fortemente gli uomini e i programmi e rendendo sempre più trasparenti i meccanismi di scelta».
Riforma della giustizia, si farà e come si farà? Berlusconi ha annunciato che ha intenzione di modificare la Costituzione.
«Una modifica della Costituzione in una parte così delicata come la giustizia (che investe anche il tema degli equilibri fra i poteri) fatta a colpi di maggioranza sarebbe una cosa gravissima. Ma dal premier arrivano solo segnali di rottura, lui non è l'uomo del dialogo bensì l'uomo che insulta i leader dell'opposizione, che punta a dividere».
Se Carlo Costantini lunedì sera dovesse essere eletto presidente, quale consiglio si sente di dargli come primo atto da compiere da governatore?
«Andare dagli operai della Sevel minacciati dalla cassa integrazione, incontrare i cittadini delle zone più in difficoltà e dire: lavoreremo instancabilmente per attuare il nostro programma, per difendere le persone in carne ed ossa. La Regione sarà la loro casa».

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