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Pescara, 18/06/2026
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Data: 12/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - «Liberiamo l'Abruzzo dai guasti della sinistra» Berlusconi: Veltroni prigioniero di Di Pietro. Con Chiodi una grande Regione

PESCARA. L'invito al ceto medio a mantenere alti i consumi, l'annuncio del raddoppio dei fondi destinati alla cassa integrazione, la stilettata alla sinistra "caviale e champagne" che nega il valore della "social card", l'impegno a realizzare il raddoppio della ferrovia Roma-Pescara e la conferma della bocciatura del Centro oli di Ortona: Silvio Berlusconi, che oggi torna in Abruzzo, a Chieti, per la quarta volta in questa campagna elettorale a sostegno della candidatura di Gianni Chiodi, intreccia temi nazionali e locali e bacchetta Veltroni perché qui in Abruzzo, dice, si è consegnato a Di Pietro.
Presidente Berlusconi, quando terminerà questa crisi? Lo choc finanziario è stato importato dall'estero, dagli Stati Uniti, ma sta avendo effetti anche sull'economia reale italiana. Secondo il rapporto occupazione redatto dalla Cisl, nell'industria manifatturiera e nelle costruzioni sarebbero a rischio 900mila posti di lavoro nei prossimi due anni.
«Siamo davanti a una crisi globale che richiede interventi su tutti i fronti dell'economia: banche, imprese, famiglie. È ciò che il governo italiano ha fatto, muovendosi per primo in Europa. Abbiamo assicurato il sostegno alle banche, abbiamo garantito che nessun risparmiatore avrebbe perso un solo euro dei suoi depositi, ed abbiamo garantito il flusso del credito alle imprese. Abbiamo poi varato un pacchetto di misure anticrisi pari a 80 miliardi di euro che nei prossimi anni si trasferiranno dallo Stato all'economia reale, vale a dire alle famiglie e alle imprese. Un pacchetto molto ampio, in cui le risorse per la cassa integrazione sono state più che raddoppiate. Ora tutto dipende dal comportamento di ciascuno di noi. Poiché i buoni risultati sono sempre figli di un atteggiamento positivo, ho invitato ed invito i consumatori, soprattutto il ceto medio, a non farsi suggestionare dalla canzone catastrofista che la sinistra e i media cantano ogni giorno, ma a conservare nei limiti del possibile lo stile di vita precedente anche nei consumi. Mi creda, è un consiglio di buon senso, perché in questo modo si eviterà che le imprese debbano ridurre la produzione e si vedano costrette a mettere i loro dipendenti in cassa integrazione, con un effetto depressivo ulteriore. Allora sì che daremmo il via ad un circolo vizioso preoccupante. Il governo si sforza invece di riuscire a superare la crisi con il minore danno possibile. E penso che tutti insieme ce la faremo».
In Abruzzo, nella Val di Sangro, c'è un importante comparto legato all'"automotive". Per Natale le aziende più grandi prolungheranno le ferie; quelle più piccole, dell'indotto, ricorreranno alla cassa integrazione. Il governo ha allo studio interventi per incentivare il settore dell'auto?
«L'auto rappresenta un settore importante dell'economia, vale circa il 2 per cento del pil. Ma la nostra industria manifatturiera comprende molti settori oltre all'auto, altrettanto importanti: non a caso abbiamo la prima manifattura in Europa dopo quella tedesca, un settore di eccellenza che ha saputo conquistare quote di mercato mondiale anche nei periodi di crisi e che in quattro comparti della meccanica esporta più di Spagna, Gran Bretagna e Francia messe insieme. Per questo le misure anticrisi del governo sono calibrate non su un singolo settore specifico come l'auto, ma su tutta la manifattura e sui servizi».
Per tener su i consumi interni lei, Presidente, invita gli italiani a spendere. Facile, però, l'obiezione: chi non arriva a fine mese, come fa?
«Con il pacchetto anticrisi, il governo ha indicato dei parametri che individuano - anche qui per la prima volta - l'area della povertà e del disagio sociale, un'area che non ha mai avuto alcuna rappresentanza al tavolo delle parti sociali, un'area che non può certo protestare con lo sciopero, e le ha dato un sollievo economico. Mi riferisco alla social card, la carta acquisti per chi ha meno di 6 mila euro l'anno, ma anche al bonus che va da 200 a 1000 euro per i pensionati soli che hanno meno di 15 mila euro l'anno, per le famiglie indigenti e numerose e per quelle che hanno a carico un portatore di handicap. Sono provvedimenti accolti da un grande consenso, tanto che la sinistra, all'inizio tanto sprezzante, ha capito di non dovere insistere nelle critiche. Purtroppo abbiamo a che fare con una sinistra caviale e champagne, come dicono i francesi, che difende i ricchi e che ha perso il contatto con i poveri».
Chi ha investito in Bot e Cct può stare tranquillo?
«I Bot e i Cct sono oggi tra le migliori forme di investimento perché sono coperti dalla assoluta garanzia dello Stato».
Sabato a Pescara lei ha dato un giudizio negativo sull'ipotesi Eni di realizzare un Centro oli in Abruzzo, nell'area vitivinicola di Ortona. Quale ipotesi di sviluppo intravede per la nostra regione?
«L'Abruzzo ha una ricchezza naturale, ambientale e paesaggistica di prim'ordine, che spazia dal mare alla montagna, ai suoi fantastici parchi. È un patrimonio che dobbiamo trasmettere alle future generazioni senza quelle manipolazioni che inquinano l'ambiente e feriscono il territorio. Una Regione così deve sapere sfruttare meglio le vocazioni di sviluppo che gli sono proprie: il turismo, l'impresa turistica, le imprese artigiane, ma anche quelle votate alla ricerca ed alla innovazione tecnologica, tanto è vero che in questo campo l'Abruzzo dispone già ora di realtà straordinarie».
Oggi per spostarsi in treno da Roma a Pescara si impiegano 3 ore e mezzo/4 ore: l'ammodernamento della rete ferroviaria è considerata un'opera fondamentale. Il parlamentari del Pd denunciano che i 168 milioni di euro stanziati nell'ultima finanziaria di Prodi sono stati cancellati per decreto dal suo governo. Perché?
«Nel campo delle infrastrutture abbiamo un ritardo trentennale da colmare. Il nostro piano per le 120 grandi opere, che il governo di Prodi, della sinistra e dei verdi aveva bloccato, prevedeva l'ammodernamento delle infrastrutture anche in Abruzzo. Quanto prima interverremo concretamente per il raddoppio della Roma-Pescara e per realizzarlo metteremo in campo un volume di risorse adeguate».
I soldi sembrano prendere la strada del Nord. O per lo meno sono previsti minori investimenti nelle aree svantaggiate del Paese. Non lo dice l'opposizione. E' un passaggio del discorso tenuto dal presidente Giorgio Napolitano a Napoli il 1º dicembre, che pure ha ammonito il Sud a farsi una severa autocritica. "Non si può fare a meno di rilevare - ha detto il presidente Napolitano - l'evoluzione in corso nell'attribuzione di risorse a politiche di riequilibrio territoriale. E' in atto una sensibile riduzione - non parlo nemmeno degli stanziamenti ordinari - del Fondo per le Aree Sottoutilizzate; riduzione nel periodo 2007-2013 di oltre 11 miliardi, 10 per il Mezzogiorno".
Quello del presidente Napolitano non era un rimprovero al governo, ma agli enti locali delle regioni meridionali, perché in molti casi, salvo pochissime eccezioni, i soldi da spendere c'erano, ma mancava qualsiasi progetto degno di questo nome. Il governo, con il pacchetto anti crisi, ha introdotto la figura del Commissario Straordinario per le opere pubbliche, che avrà un preciso "potere d'impulso" per la rapida realizzazione di ciascuna opera. Dovrà monitorare tutti gli atti necessari per l'esecuzione dei lavori, vigilare sull'espletamento delle procedure, sulla stipula dei contratti e sui finanziamenti. E se dovesse constatare un mancato rispetto della tabella di marcia concordata, potrebbe anche assegnare l'opera a un'altra impresa».
Che valore dà al voto abruzzese?
«Ho voluto ascoltare di persona gli abruzzesi e dovunque ho incontrato molti cittadini che auspicano di avere al più presto un nuovo governo della Regione, dopo i disastri combinati dalla sinistra in molti campi, non solo nella sanità. Penso che gli elettori premieranno la nostra capacità di fare i fatti e la nostra coerenza a favore del bipartitismo, contro la frammentazione politica. In Abruzzo, invece, la sinistra è ritornata alla Torre di Babele del governo Prodi, mettendo insieme ben sette partiti, ciascuno con un preciso potere di veto, seppellendo una volta di più l'ambizione maggioritaria di Veltroni, che qui si è consegnato totalmente a Di Pietro».
Sulla questione morale l'Abruzzo, purtroppo, ha fatto da apripista con la raffica di arresti in luglio che hanno decapitato la giunta presieduta da Ottaviano Del Turco. Secondo le accuse della Procura della Repubblica di Pescara, tuttavia, il malaffare nella sanità è iniziato con la giunta di centrodestra ed è poi proseguito con quella di centrosinistra. Responsabilità bipartisan. Come uscirne? Quali regole ipotizza per aumentare controlli e trasparenza?
«In Italia ci sono già tutte le regole necessarie per garantire che i soldi pubblici siano spesi in modo trasparente. Purtroppo c'è una classe dirigente che non sempre si è rivelata all'altezza del compito. Ma qui in Abruzzo noi abbiamo risolto il problema grazie alla candidatura di Gianni Chiodi, che ha fatto molto bene il sindaco di Teramo, con grande soddisfazione dei suoi concittadini. Farà altrettanto bene da governatore della Regione».
Riforma della giustizia, si farà e come si farà? C'è possibilità di dialogo con il Pd di Veltroni?
«Abbiamo deciso di fare tre cose distinte, e le faremo: la riforma del processo civile, quella del processo penale, e la riforma costituzionale per separare l'ordine dei giudici da quello degli avvocati dell'accusa, gli attuali Pubblici Ministeri. Occorre altresì ridisegnare il Consiglio superiore della magistratura, in modo da ridurre il peso della componente togata. Sulla riforma del processo civile siamo già a buon punto in Parlamento. Ma anche sul resto penso che riusciremo ad andare avanti, e se ciò avverrà con il concorso della sinistra e senza Di Pietro, tanto meglio. Nel Pd alcuni dirigenti sono disposti a un dialogo serio e da loro sono venuti suggerimenti utili per la riforma della giustizia nel senso da noi indicato. I nostri gruppi in Parlamento le valuteranno senz'altro con attenzione, ma anche con cautela».
Se Gianni Chiodi lunedì sera dovesse essere eletto presidente, quale consiglio si sente di dargli come primo atto da compiere da governatore?
«Glielo dico fin d'ora dalle colonne del suo giornale: ringraziare gli elettori che lo hanno votato e rassicurare anche chi non lo ha fatto su un aspetto che per noi è l'abc della democrazia: non usare mai il potere contro gli avversari, ma governare nell'interesse di tutti gli abruzzesi. L'altro suggerimento glielo ho già dato. Quello di mettere insieme una squadra di governo con i migliori protagonisti della società abruzzese. Io lo sosterrò in questo sforzo».
Nel giugno 2009 si rinnova il Parlamento europeo: come si voterà? Con le preferenze? Senza? Con lo sbarramento del 5 per cento?
«Con la nostra proposta, sbarramento al 5 per cento e nessuna preferenza, l'Italia avrebbe potuto inviare al Parlamento di Strasburgo i candidati più competenti in ogni singola materia da inserire nelle ventitre commissioni di lavoro in modo tale da poter difendere al meglio i nostri interessi. Veltroni e la sinistra hanno invece bloccato tutto e riportato indietro la politica verso la frammentazione, verso quel sistema che a partire dagli anni '80 ha permesso a una moltitudine di partiti di moltiplicare per otto il debito pubblico e di legare al piede dell'Italia una palla di ferro che ne ha ostacolato e ne ostacola ancora la crescita. Davvero un bel capolavoro!

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