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Pescara, 18/06/2026
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Data: 12/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Matteoli: «Finanzieremo la ferrovia Per Berlusconi è opera prioritaria»

AVEZZANO. I lavori di potenziamento della linea ferroviaria Roma-Pescara saranno finanziati e saranno realizzati perchè il presidente Berlusconi ha deciso che si tratta di un'opera primaria.
Questo quanto dichiarato ieri ad Avezzano dal ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Altero Matteoli, intervenuto all'hotel dei Marsi insieme al senatore Fabrizio Di Stefano, al coordinatore di An nella Marsica Simone Angelosante e ai candidati alla Regione Gianfranco Giuliante (listino del presidente) ed Emilio Iampieri.
«La prossima settimana sarà sottoposto al Cipe l'approvazione di un gruppo di strutture molto importanti, per una spesa che supera i 16 miliardi di euro», ha spiegato Matteoli. «Per quanto riguarda l'Abruzzo, siccome nel prossimo triennio è previsto un investimento di 44 miliardi di euro, anche le infrastrutture necessarie alla regione verranno inserite nel progetto». Secondo Matteoli, comunque, «tutta l'Italia, rispetto agli altri Paesi, è rimasta indietro in questi anni sotto il profilo delle infrastrutture».
Essendo ospite di una città dove il problema del trasporto è fortemente sentito dai tantissimi pendolari che vi vivono, non poteva mancare la domanda sul futuro della ferrovia Roma-Pescara e sul finanziamento che prima è stato approvato dal governo Prodi e poi ritirato dal ministro Tremonti. «Anche se non avessi voluto, sono obbligato a mettere i soldi perchè è venuto qui il presidente Berlusconi e ha detto che questa è un'opera prioritaria», ha riferito il ministro. «Sui lavori della ferrovia ho registrato la volontà del presidente del consiglio che, oltretutto, è anche la volontà mia». Quindi via libera ai 150 milioni di euro necessari per potenziare il collegamento con la capitale.
L'altro fronte problematico aperto sulla Marsica è quello della crisi del colosso Micron, che proprio l'altro ieri ha annunciato la cassa integrazione per 13 settimane di 1.600 lavoratori. «Bene abbiamo fatto, nel decreto che è in conversione alla Camera e al Senato, ad aver aumentato le risorse della cassa integrazione perchè, di fronte a una crisi che si prevedeva, non c'erano sufficienti risorse all'interno del ministero del Lavoro, per cui le abbiamo potenziate», ha detto Matteoli. «E' chiaro però che la cassa integrazione non è una soluzione, ma almeno per quei dipendenti che hanno perso il posto di lavoro c'è la possibilità di percepire una parte dello stipendio in attesa di trovare un'alternativa». Anche per Matteoli infine quello abruzzese è un test elettorale importante: «Servirà a capire se c'è gradimento nel lavoro del governo».

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