Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/06/2026
Visitatore n. 755.068



Data: 12/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Rallenta il furgone Sevel, a casa i 370 precari. Lo sciopero provinciale. Alla manifestazione Cgil partecipa anche Di Pietro

In tre mesi i licenziati salgono a mille, in città gli studenti sfilano al fianco degli operai

LANCIANO. Mille operai licenziati in poco più di tre mesi, l'ultima tranche è arrivata ieri mattina: a casa 370 precari. La Sevel, la più grande fabbrica d'Abruzzo e che per anni ha trainato l'economia regionale, diventa simbolo della crisi che avvolge il mercato dell'auto. Ecco perché la Cgil ha scelto Lanciano quale sede provinciale dello sciopero di oggi. Perché qui, nella Val di Sangro, ora si fa dura.
Operai, insegnanti e studenti dalle 9 sono in piazza Cuonzo, nella zona stadio della città. Al loro fianco ha deciso di scendere anche il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. La protesta è perché la Sevel licenzia mille operai. Una mazzata all'occupazione senza precedenti che lascia spiazzati lavoratori, sindacati e istituzioni e che dà la misura della crisi devastante che sta minando anche la fabbrica dei record.
Ieri la direzione dello stabilimento del furgone Ducato ha comunicato alle organizzazioni sindacali di non poter trasformare in definitivi i 370 contratti a termine (Cat) in scadenza tra dicembre e gennaio. Una scelta che si aggiunge a quella già annunciata di tagliare da oggi anche i 600 interinali e al taglio dei 400 trasfertisti provenienti da altri stabilimenti.
Come se non bastesse, la Sevel ha anche reso noto alla Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) che ci saranno altri fermi produttivi nel 2009, oltre alla cassa integrazione prevista da lunedì per un mese. Modalità e date verranno però fatte conoscere la prossima settimana.
E' una svolta inattesa, che cozza con l'immagine di industria leader d'Abruzzo di pochi mesi fa. La Sevel è infatti la più grande fabbrica abruzzese e dà lavoro a oltre 6mila addetti, oltre a un migliaio nell'indotto. La Sevel è sempre stata un'azienda campione di produttività. Quest'anno ha fatto il record di furgoni prodotti: oltre 250mila. In quattro anni la produzione è raddoppiata. La Fiat ha investito 150 milioni su Atessa nell'ultimo anno e fino a pochi mesi fa la Sevel assumeva. L'obiettivo era "quota 300mila", secondo i piani dell'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne. Ma poi è arrivata la crisi globale, brusca e veloce, uno tsunami che sembra aver polverizzato accordi e obiettivi. La Fiat perciò non fa sconti: cala la produzione, toglie gli interinali e i Cat per tagliare i costi.
L'accordo del 2005 siglato tra azienda e sindacati sanciva invece l'assorbimento dei precari: 24 mesi da interinali, altri 12 da Cat e poi, appunto, l'agognato posto fisso.
E la crisi travolge l'intera Val di Sangro, indotto in testa, che aveva investito per tenere il passo di Sevel e ora a sua volta licenzierà i precari. Secondo le cifre dei sindacati, da lunedì in Val di Sangro sarà cassa integrazione per 9mila lavoratori, comprese le aziende di altri comparti. Fino alla normale scadenza contrattuale ne beneficeranno anche i Cat Sevel licenziati. Un contentino di fronte alla sciagura della perdita del posto di lavoro.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it