A Tocco il confronto tra sindacato e azienda metalmeccanica
TOCCO DA CASAURIA. La stabilizzazione di 38 unità lavorative, è stato il tema di confronto fra sindacato e azienda, avvenuto ieri nella sede della Merker in contrada Ceppeto di Tocco da Casauria. La società metalmeccanica costruttrice di rimorchi e semirimorchi, aveva promesso una possibile stabilizzazione dei precari nei ranghi aziendali entro il 2009, ma l'accordo siglato nel mese di settembre ora comincia a vacillare, a causa della crisi del settore automobilistico. C'è stata tuttavia larga disponibilità da parte dei vertici della fabbrica a risolvere ogni problematica e a venire incontro ai lavoratori.
«Anche perché» afferma il responsabile provinciale della Fiom-Cgil, Luigi Marinucci «si tratta di professionalità altamente specializzate che l'industria toccolana ha formato e che non può perdere in un arco di tempo così breve. La piattaforma probabile sulla quale ci accorderemo» continua il sindacalista «sarà impostata su una stabilizzazione a più riprese e con tempi diversi, per tutti i precari, in relazione alla situazione economico-finanziaria e alla nuova possibilità di commesse che l'azienda potrà ricevere nel 2009. Per ora si continuerà con la cassa integrazione fino a gennaio. Poi sarà ripreso il lavoro per due settimane e scatteranno di nuovo gli ammortizzatori sociali. Nel frattempo speriamo che ci siano nuovi contratti» incalza Marinucci «che risollevino le sorti di questa azienda sana nei bilanci, nei programmi e negli investimenti e che finora ha avuto la massima apertura e disponibilità di trattativa con i sindacati». Ora in Merker si lavora tre giorni su cinque, ma si passerà a due e con una turnazione che permetta a tutti di essere presenti sul posto di lavoro. E la battaglia sui precari non si ferma a Tocco. A Bussi se ne contano circa 50 solo nel Consorzio metalmeccanico Cometa, in attesa che la Solvay sblocchi gli investimenti e possa riassegnare gli appalti di manutenzione impiantistica al sodalizio lavorativo.
«A Manoppello» riprende Marinucci «nel settore metalmeccanico i precari sono 150, mentre a Pescara 400 e 200 in tutta l'area vestina. Una situazione conseguenza della grave crisi che attraversa tutti i mercati del mondo». Partendo da questa triste realtà le organizzazioni sindacali avanzeranno dopo i risultati delle elezioni regionali una singolare proposta: quella dell'assegno per le famiglie disagiate di lavoratori in cassa integrazione o in stato di precarietà. «Queste famiglie devono vivere con non piu' di 800 euro al mese» fa notare Marinucci «perciò ci rivolgereno sia al governo centrale che a quello regionale per aprire un grossa piattaforma negoziale su questo punto cruciale per la società dei salariati. Su questo terreno si dovranno misurare i nuovi ammistratori» rimarca il rappresentatne sindacale «poiché, se non si riuscirà a sciogliere il nodo della mancanza di occupazione, non si potrà ripartire in nessun campo con la produzione e con la ripresa economica».