PESCARA. «L'Abruzzo sta più male del resto dell'Italia, qui lo stipendio medio dei lavoratori va da 950 ai 1050 euro, e la maggior parte delle famiglie è monoreddito». A tracciare il quadro di una regione «in forte difficoltà» è stato Mario Boyer, candidato consigliere di Rifondazione e dirigente Cgil, il quale ha parlato «di responsabilità di quei politici che fanno carriera sfruttando i bisogni delle persone». Il Prodotto interno lordo, dal 2000 al 2006, «ha perso in Abruzzo 5 punti, e il processo di impoverimento si è accentuato». Secondo i dati dell'Eurostat le famiglie povere sono più di 44mila e quelle a rischio di povertà sono quasi 45mila. Non si salvano le pensioni, anche queste sotto la media nazionale che si assesta sui 702 euro, contro un importo medio in Abruzzo di 538 euro. Per affrontare la grave crisi economica, Rifondazione ha presentato ieri, in conferenza stampa, le sue proposte. Tra queste, il recupero di quasi tre miliardi di euro di fondi strutturali europei e di fondi aree sottoutilizzate (Fas), «Così», ha detto Marco Gelmini, segretario regionale del Prc potremmo finanziare il nuovo piano regionale dei rifiuti, i corsi di formazione, l'assistenza domiciliare, gli asili nido. E poi l'occupazione e la proposta di un salario sociale che potrebbe essere finanziato dai fondi del programma operativo regionale». E allora a manifestare in piazza a Pescara per lo sciopero generale arriva oggi anche il segretario nazionale del partito, Paolo Ferrero.