Iscriviti OnLine
 

Pescara, 28/04/2026
Visitatore n. 753.513



Data: 13/12/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
SPECIALE ELEZIONI - Berlusconi: «Ci serve una vasta maggioranza»

CHIETI - Stanco, lo dice subito. Neppure un'ora di sonno: arriva direttamente da Bruxelles ma il Palatricalle è mezzo vuoto, lì sopra in alto poltrone vuote, nei corridoi viavai della sicurezza con i gorilla che si agitano a vuoto, chissà perchè. Silvio Berlusconi, il terzo atto. Eccolo qui, è la terza volta in Abruzzo nel giro di due settimane, un segnale di debolezza dicono nei corridoi e sennò che ci viene a fare qua il premier pure oggi. Ma lui insiste, rilancia di due rispetto a Montesilvano: «I sondaggi ci danno tredici punti avanti». Tredici, due in più rispetto alla previsione di quindici giorni fa, ma dietro le quinte prima della convention esorta la gente ad andare a votare, l'assenteismo sì che gli fa paura: «Gianni ha bisogno di una squadra forte, che gli può essere garantita solo da una vasta maggioranza. L'Abruzzo diventerà un laboratorio politico, bisogna votare compatti». Gianni annuisce, farà così per tutta la sera.
Intanto qui scalpitano, in prima fila l'uomo degli applausi dà il tempo al pubblico, dal palco di Sanremo a quello del Pdl Piero Mazzocchetti canta "Nessun dorma" di Puccini, "tramontate stelle, all'alba vincerò, vincerò vincerò", ma ecco che arriva. Gli fanno "silvio, silvio" e lui li invita a gridare gianni gianni. Prende il microfono solo quattro minuti il candidato presidente solo per ringraziarlo: «Gli siamo grati perchè dopo una notte insonne ha voluto essere qui, e noi adesso siamo più sicuri perchè certi di poter contare su un governo amico», dice Chiodi con la mano di Berlusconi sulla spalla. E poi via di fretta giù dal palco, non dice altro non dice niente, tanto c'è lui, Berlusconi. «Ha bisogno di riposarsi per il dopo elezioni», lo giustifica il premier.
Chiodi scappa, Berlusconi attacca. E forse perchè è stanco forse perchè non ha dormito, ma il discorso è la fotocopia di quello di Montesilvano, non cambia una virgola neppure quando cerca l'effetto sorpresa e dice che porta agli abruzzesi i saluti di un concittadino illustre, indovinate un po' Gianni Letta: che non è potuto venire di persona perchè impegnato a Roma col rischio esondazione (l'altra volta era un appuntamento istituzionale) ma lo ha pregato di salutarli e di rassicurarli che lui sarà il tutor dell'Abruzzo e Gianni Chiodi basta che telefona. «Saremo vicini all'Abruzzo perchè se lo merita e perchè si deve rimediare agli errori del passato». In Consiglio regionale il Pdl ci sarà con un gruppo unico, e anche se l'Mpa dovesse eleggere un consigliere («Ma è difficile, i sondaggi lo danno intorno all'un per cento»), si impegnerà «a convincerlo ad aderire al Pdl». E poi Berlusconi piazza la promessa dei 16 miliardi e ripete: «Saremo vicini all'Abruzzo e ci impegneremo a velocizzare la Pescara-Roma», rinnova la ricetta del federalismo per combattere l'evasione fiscale, «perchè uno che deve presentare la dichiarazione dei redditi nel suo Comune forse si vergogna di dichiarare una cosa per un'altra». Insomma è stanco e si vede, anche la platea risponde così e così, però applaude convinta quando parla della riforma della giustizia e del passo indietro sulla scuola che però non è un passo indietro, «non siamo arretrati di un centimetro». Racconta i rifiuti di Napoli e racconta Alitalia, e facendo incavolare un bel po' di gente rende omaggio a Carlo Toto, seduto in prima fila insieme al figlio Alfonso e al nipote Daniele, parlamentare Pdl: «Voglio dare atto a un vostro illustre concittadino di aver contribuito col suo spirito di sacrificio alla nascita della nuova Alitalia. E' qui con noi il signor Toto». Che si alza e lo ringrazia.
Al dunque ci arriva alla fine: ringrazia «Fabrizio» (Di Stefano), «coordinatore di An», ringrazia «Mario Amicone che ha capito da colonna portante dell'Udc che la strada giusta è quella del Pdl», e poi «Masci, importante anche lui e poi tutti gli altri», Piccone no, è a letto con la febbre. Si appella al voto utile, «votate a sinistra o votate a destra, ma non sprecate il vostro voto verso le piccole formazioni». Lancia l'ultima stoccata a Di Pietro, «se qualcuno si è lasciato abbacinare da ciò che il signor Di Pietro dice, fategli capire che il suo non sarebbe un voto ma un atto di abiezione morale». E per quelli che già sentono la nostalgia, Berlusconi annuncia: «Tornerò a festeggiare: Gianni mi ha invitato a una cena a base di pesce e champagne francese, per una volta va bene abbandonerò lo spumante, e per dolce i confetti della signora Pelino». E visto che è Natale, «comprate - dice agli abruzzesi - perchè la crisi è l'effetto della paura, è un'invenzione delle tv». Chissà che ne pensano i seimila cassintegrati Sevel.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it