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Pescara, 18/06/2026
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Data: 13/12/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Di Pietro in piazza coi lavoratori. Seimila operai Sevel a casa per un mese. Mille interinali senza futuro. Imponente manifestazione per le vie del centro: sotto la pioggia da tutta la provincia

LANCIAN0 - Da oggi, e per un mese intero, il "colosso" Sevel ferma le catene di montaggio e sbarra i cancelli. Per i 6 mila dipendenti della più grande azienda d'Abruzzo, vacanze forzate: due settimane vanno sotto la voce delle tradizionali festività natalizie e altre due come cassa integrazione. La fabbrica del famoso "Ducato" riaprirà il 12 gennaio. Ma non per tutti. In mille, infatti, perdono del tutto il posto di lavoro: 600 interinali e 400 con contratti a temine, in scadenza in parte oggi e in parte il 12 gennaio.
E non è finita: a questi vanno aggiunti 400 "trasfertisti" (lavoratori di altre aziende del gruppo Fiat), rinviati nelle sedi di origine. Insomma, oltre lo stop produttivo di un mese, come avviene in tutte le aziende del gruppo Fiat, alla Sevel si perdono ben 1.400 posti di lavoro. Un autentico "salasso" per l'azienda che fino a qualche mese fa era considerata il fiore all'occhiello della casa torinese e certezza di lavoro per la Val di Sangro e per l'intero Abruzzo.
Ieri mattina, proprio la Sevel è stata al centro dell'imponente manifestazione di protesta che si è svolta a Lanciano, per tutta la provincia di Chieti, nell'ambito dello sciopero generale indetto dalla Cgil. Duemila persone, tra operai, studenti, pensionati e altre categorie di lavoratori hanno preso parte al lungo corteo che, da piazzale Cuonzo fino alla veccia stazione della Sangritana, ha attraversato tutta la città, tra slogan, striscioni, bandiere della Cgil e ombrelli rossi aperti per ripararsi dalla pioggerella continua. Tanti i lavoratori arrivati dai vari centri della provincia, soprattutto dal Vastese, dove ci sono problemi in grandi aziende come la Denso e la Pilkington. Come simbolo della manifestazione è stato indicato un giovane di 24 anni di Lanciano, Gaetano Russo, che dopo 13 mesi di lavoro alla Sevel, ieri non si è visto rinnovare il contratto interinale, e la sua famiglia poteva contare solo sul sua busta-paga.
Il "caso" Val di Sangro sarà portato all'attenzione dei tavoli nazionali: lo ha annunciato il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che ha partecipato alla manifestazione provinciale di Lanciano. Di Pietro è tornato ad attaccare il governo Berlusconi che «toglie ai poveri per dare ai ricchi». A conclusione della manifestazione, vari interventi, tra cui quello di Laura Spezia della segreteria nazionale della Fiom-Cgil. «La crisi delle aziende - ha sostenuto tra l'altro - è drammatica e il governo ha grandi responsabilità per non aver mai portato avanti una politica industriale seria e che consenta investimenti».


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