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Pescara, 18/06/2026
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Data: 13/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Contro questa crisi occorrono aiuti più forti» La protesta in quattro città. Di Pietro applaudito a Lanciano, Ferrero a Pescara

Operai, insegnanti e pensionati uniti dalle scadenze delle bollette E la Sevel va in "cassa" per un mese

LANCIANO. Potevano andare al lavoro e aggiungere un'altra giornata, l'ultima, al salario, prima della cassa integrazione che scatta lunedì. Invece hanno preferito sfidare la pioggia torrenziale e scendere in piazza per denunciare la gravità della recessione economica di questo periodo e dalle prospettive incerte e «la mancanza di risposte adeguate del governo Berlusconi». Così i lavoratori Sevel, la fabbrica più grande d'Abruzzo, hanno sfilato ieri per le strade di Lanciano, città scelta come scenario della protesta della provincia di Chieti. Ma in tutta la regione è stato un susseguirsi di cortei.
«Sono un precario, oggi è l'ultimo giorno di lavoro: il mio contratto scade il 20. Per essere qui ho dovuto superare i ricatti dell'azienda che non voleva darmi un giorno di malattia dopo che ho lavorato di sabato, domenica e anche con la febbre». La voce di Gaetano, 24 anni, simbolo del precariato in Val di Sangro, si incrina più volte dal palco in piazza Della Stazione a Lanciano. E' uno dei pochi precari che ha sfilato ieri, sotto la pioggia battente. I suoi colleghi erano al lavoro.
«Siamo convinte che la protesta di piazza è importante per far capire al governo quanto siano sbagliate le scelte fatte», dice Marina D'Aloisio, maestra di Lanciano. Tutt'intorno, dalle 9 del mattino, 2mila tra operai, pensionati, commesse, insegnanti. Presenti le emergenze di un territorio devastato dalla crisi: Denso, Pilkington, Pozzolini, Sevel, Burgo, Olit, Sixty.
«Il mio mutuo è passato da 450 a 620 euro al mese», dice Francesco della Cc Blauer, «e con la cassa integrazione arrivo sì e no a 800 euro». «Abbiamo fatto 25 giorni di cassa integrazione», raccontano alcuni operai della Denso di San Salvo, «e rientriamo al lavoro il 7 gennaio. Significa che allo stipendio mancheranno altre 200 euro, e già prima non arrivavamo a fine mese».
Quando arriva Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, è un continuo viavai a stringere le mani e a raccontare la propria porzione di tragedia. «Sto dalla parte dei più deboli», dice l'ex pm di Mani Pulite. Solidarietà ai lavoratori Sevel è stata espressa da Camillo D'Amico, capogruppo Pd al consiglio provinciale.

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