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Pescara, 18/06/2026
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Data: 13/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Mare-monti, la minaccia dell'Anas. Ultimatum al Comune: «Risposte subito, o lasciamo il cantiere»

PENNE. La realizzazione della strada Mare-monti è a rischio (anche se non è proprio una novità). In una lettera inviata al Comune e al Comitato di gestione della riserva il primo dicembre, l'Anas ha minacciato di rescindere il contratto con la Toto Costruzioni, la ditta che sta realizzando l'opera pubblica, qualora il comitato di gestione non fornisse il parere necessario per continuare i lavori della strada. Il termine indicato dall'Anas, nella lettera, per ottenere la risposta, è di quindici giorni.
Entro la prossima settimana, dunque, il comitato di gestione dovrà fornire la risposta (un primo sollecito, caduto nel vuoto, era inviato il 31 marzo 2008). Ieri, peraltro, si è riunita in Comune la commissione tecnica costituita dal sindaco Donato Di Marcoberardino per risolvere la problematica che blocca la costruzione della strada. Secondo quanto è emerso nell'incontro, la via giuridica individuata dall'amministrazione comunale è quella di una variante giuridica al Piano di assetto naturalistico della riserva naturale "Lago di Penne". In sostanza, per aggirare l'errore tecnico dei progettisti «la strada terminata dentro la fascia di rispetto dell'Oasi), si cambiano le norme che bloccano la costruzione dell'opera pubblica. E come? «Inseriremo una scheda nel piano di assetto naturalistico della riserva che preveda il passaggio della strada sul tratto di area interessata dai vincoli ambientali», spiega Alberto Giancaterino, vicesindaco e assessore all'urbanistica.
«La nostra amministrazione comunale, oggi, è chiamata a risolvere problematiche ed errori ereditati da chi ci ha preceduto», aggiunge polemico «Si era pensato, inizialmente, di trasferire il perimetro della riserva per consentire il passaggio della strada. I lavori della strada Mare-monti, ideata e progettata nel 1984, sono iniziati il 14 ottobre 2007; dopo quattro mesi, però, il cantiere è stato bloccato dalla magistratura (sono indagate quattro persone) in quanto il tracciato della strada è finito sui terreni dell'area di rispetto del Lago di Penne. La segnalazione alla Procura di Pescara è partita da associazioni ambientalistiche e cittadini; indagano gli agenti del Corpo forestale dello Stato.

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