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Pescara, 18/06/2026
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Data: 13/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Continuerà a chiamarsi Alitalia. Fantozzi ha firmato l'atto di cessione per 1,52 miliardi di euro. «Non tifiamo né Roma né Milano»

Cai ha comprato, Colaninno ringrazia Berlusconi e Banca Intesa. Non attueremo un aumento dei prezzi nemmeno sulle rotte dove abbiamo il 100% né vogliamo ridurre l'offerta

ROMA. Adesso è ufficiale: la Cai (Compagnia aerea italiana) ha comprato Alitalia. Ieri mattina, davanti a un notaio, il commissario straordinario Augusto Fantozzi, ha firmato l'atto di cessione per 1,52 miliardi di euro. Subito dopo il presidente di Cai, Roberto Colaninno, ha incontrato i giornalisti. «Sono stati fondamentali due soggetti: Silvio Berlusconi e Banca Intesa che hanno offerto l'opportunità di investire su Alitalia strutturando un'operazione di acquisizione di Air One». Colaninno ha parole di ringraziamento anche per i suoi soci della cordata: «E' un gruppo di imprenditori che ha messo i quattrini e metterà il proprio impegno per cercare di normalizzare questa infrastruttura».
«Il nome Alitalia - dice il presidente - verrà ufficialmente utilizzato a partire da 12 gennaio, ma io lo uso da oggi perchè preferisco il nome di Alitalia al nome di Cai».
I conti. L'amministratore delegato, Rocco Sabelli, spiega che il ritorno al pareggio operativo è previsto entro i prossimi due anni, quando la nuova Alitalia arriverà a un fatturato di 4,8 miliardi di euro. Il valore della flotta e gli investimenti per la crescita saranno pari a 4,2 miliardi di euro. La capitalizzazione iniziale della società sarà di 1 miliardo di euro.
La politica. «In questi mesi - dice Colaninno - le varie fasi della trattativa si sono svolte nella logica prevista dall'ortodossia del mercato. Non ci sono state nè interferenze nè pressioni da parte della politica. Ognuno ha agito assumendosi le proprie responsabilità e gli imprenditori hanno deciso liberamente. Non ci sono mai state promesse da parte di Berlusconi».
Le rotte. La nuova Alitalia «avrà un network completo, adeguato e sufficiente per il mercato di riferimento». Queste sono parole dei manager. Più in concreto, la società aerea avrà 670 voli giornalieri (un anno fa, sommando i voli di Alitalia e Air One si arrivava a 1.000) e 4700 frequenze settimanali. Alitalia oggi ha una quota di mercato domestico del 30%, grazie all'integrazione con Air One «arriverà» a una quota del 55-56% nel corso del 2009. «Non attueremo un aumento dei prezzi nemmeno sulle rotte dove abbiamo il 100%, ne' ridurremo l'offerta - ha spiegato Sabelli - e questa operazione ci consente, a tutti gli effetti, di tornare a confrontarci con le altre compagnie europee».
Air One. La società di Carlo Toto è stata acquistata per 300 milioni di euro più 490 milioni di debiti (la società aveva ipoteche su 26 aerei). «Cai - dice Sabelli - aveva bisogno di Air One e Carlo Toto a un prezzo inferiore non avrebbe venduto. Il prezzo va anche considerato alla luce delle future sinergie».
Roma-Milano. «Non tifiamo nè per Roma, nè per Milano - dice Colaninno - vogliamo solo gestire una società di successo, vogliamo andare dove sono i clienti. Milano è importante per il grande concentrato di imprese. Roma sarà importante per l'Oriente, il Mediterraneo e il Sudamerica. Speriamo che le autorità locali mettano la compagnia in condizione di operarre con le dovute infrastrutture, a partire dall'eliminazione della concorrnza di Linate ai danni di Malpensa».
I dipendenti. C'è ancora confusione sul numero dei dipendenti. Finora sono partite novemila lettere di assunzione, più 700-800 persone che lavoreranno all'estero. A questi si devono aggiungere 600 contratti a tempo determinato. Alitalia conferma che è pronta a partire con oltre 13 mila dipendenti. Ieri un gruppo di lavoratori della Cub Trasporti ha contestato Colaninno: «Vergogna, vi auguriamo un Natale magro e triste come il nostro. Il piano della vostra kordata, fatta di capitani coraggiosi e patrioti, prevede oltre 10 mila esuberi».

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