PESCARA. Urne aperte da questa mattina alle 8 per un milione e 200 mila abruzzesi che dovranno pronunciarsi sul rinnovo del Consiglio regionale e l'elezione del presidente. Un appuntamento straordinario nella storia delle regioni italiane da quando vennero istituite nel 1970. Si tratta infatti della prima volta che un consiglio regionale si rinnova in anticipo sulla scadenza naturale dei 5 anni. Ma la fine traumatica della legislatura abruzzese, dopo poco più di tre anni, dovuta all'arresto del presidente Ottaviano Del Turco il 14 luglio scorso per l'inchiesta sulle tangenti della sanità, è anche un caso politico, perché il voto abruzzese è il primo test elettorale importante dopo il rinnovo del parlamento in aprile.
Il Pdl attende il risultato come prova di forza contro l'opposizione, per spianare la strada al governo Berlusconi. Per questo il Cavaliere (quattro volte in Abruzzo nelle ultime tre settimane) insiste sulla valenza nazionale del voto. E Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, parla di un test significativo per due ragioni: «Perché dimostra che i governi del centrosinistra cadono come le pere cotte, e anche per capire che effetto ha la leadership di Di Pietro rispetto allo schieramento di opposizione».
Il Pd, invece, minimizza. Fallito il tentativo di un'alleanza larga dall'Idv all'Udc, i Democratici negano valenza nazionale al voto. Dopo Massimo D'Alema, ieri lo hanno fatto anche il responsabile organizzativo Beppe Fioroni, che ha parlato di un test limitato, in una delle pi piccole regioni d'Italia; e Enrico Letta, che ha escluso anche un collegamento tra il voto abruzzese e il dibattito interno al Pd. Ma certo che anche del risultato di Carlo Costantini e del suo rivale del Pdl Gianni Chiodi si parlerà venerdì alla direzione dei Democratici dalla quale Walter Veltroni intende lanciare il suo nuovo corso, una sorta di "Lingotto 2".
Impegnatissimo per il risultato del suo candidato è stato Antonio Di Pietro che ha battuto palmo a palmo la regione innalzando la bandiera della moralità. Si vedrà domani se la sua tenacia avrà pagato. Di certo, sembra passato un secolo dalle passate elezioni regionali, quelle del 2005, quando Del Turco, alla testa della coalizione di centrosinistra, stravinse con un 57,9% sul 41,2 della coalizione di centrodestra. Poi è arrivato il ciclone dell'inchiesta sulla sanità, che ha portato alla fine anticipata dell'esperienza amministrativa di Del Turco e ha colto impreparati i Democratici, mentre il Pdl ha avuto gioco facile a cavalcare l'indignazione popolare.
Ma quali liste gli abruzzesi si troveranno davanti? Sono sei i candidati alla Presidenza e 15 le liste: Gianni Chiodi (Pdl), Carlo Costantini (centro-sinistra), Rodolfo De Laurentiis (Unione di centro), Teodoro Buontempo (La Destra), Ilaria Del Biondo (Pcl) e Angelo Di Prospero (Per il bene comune).
L'ex sindaco di Teramo Chiodi è sostenuto dal Pdl, da Liberalsocialisti, Mpa e dalla lista civica «Rialzati Abruzzo». Apre il listino del Partito della libertà la presidente dei Giovani industriali di Pescara, Federica Chiavaroli, seguita dal presidente del Parco della Majella Gianfranco Giuliante, dall'ex presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Tagliente, dall'ex vice sindaco di Celano, Antonio Del Corvo, e dall'ex vice sindaco di Teramo, Berardo Rabuffo. I componenti del listino entrano in Consiglio solo in caso di vittoria del candidato presidente. Per il deputato e avvocato Carlo Costantini ci sono sette liste: Pd, Prc, Pdci, Idv, Ps, La Sinistra (Sd e Verdi) e Dmocratici per l'Abruzzo. Nel listino del centrosinistra Marisa Bafile, direttrice del quotidiano «La Voce d'Italia» di Caracas, i quattro medici Vittorio Festuccia, Carlo Ciuffelli Alicandri (primario di chirurgia dell'ospedale di Teramo), Massimo Di Giannantonio (direttore del centro di salute mentale della Asl di Chieti) ed Elisabetta Leone (pneumologa), il presidente dell'ordine degli ingegneri di Chieti, Maurizio Fusilli e la consigliera della Camera di commercio di Pescara, Antonella Allegrino. Al centro, Udc e Udeur si presentano assieme candidando alla presidenza Rodolfo De Laurentis; La Destra corre da sola con Teodoro Buontempo, presentando al listino il medico del carcere di Regina Coeli, Luisa Regimenti. Per il Partito comunista dei lavoratori c'é Ilaria Del Biondo e per la lista Per il bene comune, riammessa dopo l'esclusione, Angelo Di Prospero provocando lo slittamento della data del voto dal 30 novembre a oggi.