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Data: 14/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
La Uil: giù le tasse ai lavoratori. Sì alla riforma del modello contrattuale e sussidi ai precari licenziati per la crisi

Angeletti propone al governo «un patto per la crescita» Dure critiche alla Cgil: oggi servono scelte politiche e non gli scioperi

ROMA. Una nuova stagione nelle relazioni industriali che parta da una nuovo'patto per la crescita' con il governo, in cui sindacati e imprese portino in'dote' un accordo sulla riforma del modello contrattuale. E' quanto propone la Uil che, all'indomani dello sciopero generale della Cgil, annuncia la sua ricetta per affrontare l'emergenza lavoro e per porre le basi per una «strutturale riduzione delle tasse sul lavoro dipendente» destinando al calo della pressione fiscale sui lavoratori tutte le risorse che deriveranno dalla lotta all'evasione.
«C'è l'urgenza di trattare insieme una serie di proposte su come affrontare l'emergenza: ma per avere la concreta possibilità di mettere sul tavolo proposte in grado di essere realizzate occorre che ci sia il consenso del sistema delle imprese e dei sindacati» ha detto il segretario dell'organizzazione, Luigi Angeletti, che propone quindi di aprire un confronto generale a Palazzo Chigi. «Per la prima volta, infatti, Confindustria sostiene nel documento di riforma che è necessario ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti. L'accordo con il sistema delle imprese, e quindi non solo con Confindustria, ci deve essere anche per questo» ha osservato Angeletti. «Oggi bisogna fare politiche sull'emergenza non scollegate da una politica che risani l'economia e pensare a quando la recessione sarà finita» ha aggiunto il segretario della Uil, precisando che ciò significa quindi «fare più investimenti, riforme e non solo risolvere il problema degli ammortizzatori sociali».
Per i quali, tuttavia, il segretario generale della Uil pensa ad nuovo sistema di protezione anche per i lavoratori precari che eviti, in questo periodo di crisi, lo spettro del licenziamento. Per loro ci dovrebbe essere un sussidio che permetta a tutti i lavoratori che non possono usufruire della cassa integrazione ordinaria, di poter contare su una sorta di «sospensione» dell'attività di lavoro. Ed evitare, quindi, che il termine del contratto si traduca in un licenziamento di fatto. «L'idea fondamentale è quella di trovare un sistema che sia analogo alla cassa integrazione, evitando l'indennità di disoccupazione» ha detto Angeletti, spiegando che su questi temi c'è un confronto aperto con il Ministero e un collegamento con gli accordi fatti in questo periodo con le associazioni degli artigiani e dei commercianti.
Nella proposta di Angeletti resta tuttavia l'incognita della Cgil. «L'errore della Cgil è l'aver privilegiato l'unità interna a scapito degli accordi con gli altri» seguendo una linea «il cui vero ispiratore si chiama Cremaschi» ha osservato evitando tuttavia di dare giudizi sullo sciopero generale di ieri. «Non faccio commenti sullo sciopero ma dico che la divisione tra noi e la Cgil resta sempre la stessa: la visione sul mestiere di sindacato e sulla condivisione di un modello di relazioni industriali. Penso però - ha continuato Angeletti - che dentro la Cgil ci sono due opzioni diverse che si oppongono. Il vero ispiratore della linea si chiama Cremaschi. Ma ora la prossima scadenza sarà il contratto della scuola. Vediamo che succederà».

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