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Pescara, 28/04/2026
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Data: 14/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Balestrino lascia, Cgil in allarme. Castellucci: «Tutti i problemi aperti rischiano di aggravarsi»

PESCARA. «Antonio Balestrino lascia la direzione della Asl, i problemi rimangono aperti: si apre un'altra fase transitoria in cui, probabilmente, si aggraveranno i problemi». Lancia l'allarme Paolo Castellucci, segretario della Cgil di Pescara, preoccupato che le dimissioni del manager voluto dal centrosinistra pesino sul futuro della sanità pescarese e sui cittadini, mentre «già si sentono i clamori degli aspiranti al "trono" e paradossali voci di ricorsi storici, persino di chi si è detto pronto a tornare».
Per Castellucci, la minaccia è il reinsediamento di Angelo Cordone, oggi direttore generale a Legnano, che si è detto pronto a tornare: «Il manager che è riuscito a portare il deficit della Asl da 45 milioni di euro nel 2004 a 94 milioni di euro nel 2006» ricorda il segretario della Cgil. «Non conosciamo le ragioni che hanno indotto Balestrino ad assumere questa repentina decisione. Non ci convince, caro sindaco D'Alfonso, che sia stato "un gesto corretto, visto che siamo alla fine della legislatura e che il manager è legato da un rapporto fiduciario". Se cosi fosse dovremmo affermare che gli altri manager sono " scorretti". E dovremmo pensare che anche per il futuro in Abruzzo continueremmo a subire l'ingerenza politica sulla gestione della struttura sanitaria. Dovremmo preoccuparci di più se queste ragioni fossero legate all'incapacità di Balestrino di far fronte alle pressioni politiche e istituzionali che costituiscono un blocco granitico a qualunque ipotesi di cambiamento e d'innovazione». Castellucci ricorda che il sindacato ha avuto «conflitti aspri» con il manager, ma ha cercato di «condividere un processo necessario di riorganizzazione». «Non sono stati fatti significativi passi avanti rispetto alle indicazioni condivise dell'atto aziendale» conclude il segretario della Cgil, e la fase di transizione che si apre appare per questo ancora più allarmante.

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