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Pescara, 28/04/2026
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14/12/2008
Il Centro
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Arriva la social card, uffici postali in tilt. La protesta. Nonostante il lavoro di patronati e Caf, c'è chi va ugualmente a richiedere la carta acquisti alle Poste |
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File e disagi, i sindacati replicano: «Mancano almeno 50 sportellisti» A causa della lunghezza delle operazioni alcuni pensionati si sono scagliati contro gli operatori AVEZZANO. Arrivano le social card e gli uffici postali vanno in tilt. La prima settimana di consegne della carta acquisti (150 nel solo ufficio postale di via Marconi) è coincisa con il pagamento delle pensioni e della tredicesima. Tutto questo, unito alle file quotidiane per il pagamento delle bollette e alla disinformazione, ha trasformato gli uffici postali in un vero e proprio ring. A nulla sono valsi i tentativi delle Poste di istituire sportelli appositi per la consegna della carta acquisti, né tantomeno l'aiuto di uffici di patronato e Caf. I marsicani hanno invaso gli uffici postali nella speranza di poter avere la "magica" tesserina azzurra. Sessantacinque anni, 6mila euro di reddito annuo e depositi bancari non superiori ai 15mila euro, oppure se si tratta di un nucleo familiare con uguale reddito e un figlio con meno di tre anni sono i requisiti che deve avere chi si reca negli uffici postali per ricevere la social card. L'Inps a inizio campagna ha segnalato a 800mila persone la possibilità di usufruire di questa tessera speciale, con la quale si può fare la spesa o si possono pagare le bollette. Fin qui tutto normale. Il problema inizia quando i pensionati, che non hanno ricevuto la segnalazione dall'Inps, si recano negli uffici postali per domandare se eventualmente spetta anche a loro la carta acquisti. Qui inizia il dramma. Gli operatori di Poste Italiane hanno fatto un corso on-line di poche ore per capire come si consegna questo "bancomat dei poveri", e non sanno certo chi ha i requisiti per riceverlo. Gli uffici del Caf e del patronato hanno cercato di ascoltare tutti gli utenti che si sono rivolti loro consegnando i documenti per ricevere la carta e spiegando a molti perché non gli spettava. Eppure in centinaia si sono riversati ugualmente negli uffici postali. La carenza di personale, che attanaglia gli sportelli, ha generato ancora più caos e agitazioni. I sindacati di categoria Failp, Cisal e Spl-Cisl hanno ieri denunciato questa situazione soprattutto per spiegare agli utenti che se si formano delle file interminabili e si deve sostare all'interno dell'ufficio postale è per mancanza di personale e per l'eccessivo carico di lavoro che ha gravato in questi giorni sulle spalle dei sportellisti. I rappresentanti dei sindacati infatti hanno sottolineato come in diverse realtà marsicane la complessa procedura connessa al rilascio delle carte e la criticità degli organi di sportelleria hanno inviperito i clienti in fila che, in diverse circostanze, si sono scagliati violentemente contro gli operatori. Le operazioni di consegna della social card richiedono infatti molto tempo, in quanto l'utente deve consegnare all'operatore tutti i documenti. Quindi i dati anagrafici vengono inseriti nel sistema e infine viene consegnata la card con 120 euro. In alcuni uffici postali, per razionalizzare il lavoro, sono stati anche istituiti degli sportelli riservati alla social card, ma non è servito a nulla. Failp, Cisal e Spl-Cisl, alla luce di quanto successo, hanno evidenziato «la mancanza, nell'intera provincia dell'Aquila, di almeno 50 sportellisti», carenza che costringe gli operatori a turni massacranti e genera disservizi.
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