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Data: 15/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Del Turco vota pensando al seggio europeo. L'ex presidente a Collelongo: «Già sapete il candidato che ho scartato»

Un caffè al bar, gli amici e al seggio arriva secondo dopo un anziano elettore

COLLELONGO. «Mannaggia, sono stato il secondo a votare, mi ha fregato Pasqualino. D'altra parte, sono abituato a fare il secondo, l'ho fatto con Lama, l'ho fatto con Trentin». Pasqualino è Pasqualino Salucci, suo vecchio amico, lui è Ottaviano Del Turco, che ieri mattina si è presentato al seggio numero 1 dell'Istituto scolastico (materna, elementare e media) "Radice" di Collelongo, per esprimere il suo voto alle elezioni per il rinnovo del presidente della Regione e del consiglio, alle 8 in punto.
L'ex presidente della Regione indossa un Principe di Galles, con camicia Oxford e cravatta bordò, molto elegante, rilassato e «felice di poter partecipare a questa giornata di grande democrazia. Per chi ho votato? Non lo posso dire, ma l'Abruzzo sa per chi "non" ho votato» (è evidente il riferimento al candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, Carlo Costantini).
L'appuntamento con Del Turco è alle 7.30, a Collelongo, al bar Papillon, uno dei "suoi" bar preferiti. La sua figura spunta in piazza dalla nebbia, con il cappotto sulle spalle e uno sciarpone nero - il termometro segna 2 gradi sopra lo zero -. Il paese in gran parte è ancora addormentato e l'atmosfera "acqua e anice" lo rende ancora più ovattato.
Un caffè al tavolino e un cornetto caldo, Del Turco è sorridente, riceve una telefonata, dalla sua compagna, Cristina. «È mia moglie, voleva sapere se sono già andato a votare».
Del Turco è mattiniero («sono in piedi da due ore e ieri sera ho fatto tardi con una cena a casa mia tra amici. No, nessun imprenditore, per ora ci sto alla larga»).
Il presidente Del Turco, arrestato il 14 luglio scorso per l'inchiesta sulla sanità abruzzese, dopo avere scontato 90 giorni di carcere nella casa circondariale di Sulmona, vive a Roma, dove ha l'obbligo di dimora e ha avuto il permesso di soggiornare in Abruzzo, a Collelongo, da sabato scorso a domani. Ma ieri sera è tornato a Roma, con due giorni d'anticipo («viene a prendermi mio figlio, Guido»).
All'uscita dal seggio elettorale, intorno alle 8.10, tante strette di mano, calorose. Un abbraccio anche con il fratello, Quintiliano, che va a votare. Uno sguardo nostalgico alla facciata della scuola, dall'esterno («qui ho fatto la scuola elementare, con il grande maestro Colombo Cerone»). Poi, nello storico bar-bazar-edicola dove da tre generazioni c'è la famiglia Pisegna; dietro al banco c'è Antonella, che sorride sorniona e accoglie il presidente come un vecchio amico, quale è.
Prima di uscire dal bar, Del Turco prende in mano e guarda con interesse un cofanetto con alcuni libri di Verga («quanto costa?», chiede ad Antonietta. «12 euro») e lo rimette a posto, con lo sguardo di chi pensa «è troppo».
Non fa in tempo a uscire dal bar-edicola, che incontra il sindaco di Collelongo, Angelo Salucci, socialista e amico di sempre. E si rientra per un altro caffè. Ma questa volta, dopo pochi minuti, il locale di Antonietta si riempie: un ritrovo di vecchi amici. Arriva il fornaio («lui per Collelongo è il pane», dice Del Turco), Michele Cianfarani, poi un vecchio cacciatore, Antonio Cesta, uno dei primi tesserati Psi del paese, la cui sezione è stata fondata dal papà di Del Turco, Giovanni, nel 1922; e poi il fratello del sindaco, Gilberto Salucci; e l'amico Colombo Cesta, della Locanda Torre del Parco.
Presidente, ha detto in un'intervista ieri al Corriere della Sera che alle Europee potrebbe candidarsi con il Pdl.
Ci sto pensando. Non ho scelto il Pdl, è un'ipotesi. Ma tornerò a fare politica da riformista, dovunque me ne daranno la possibilità.
Con Veltroni, quindi, ha chiuso?
Veltroni non è la persona giusta per il cambiamento.
E Di Pietro?
Quando era ministro ha fatto un grande lavoro per l'Abruzzo.
Dunque, ha ancora voglia di combattere, di lottare e fare il "riformista"?
Oggi ancora di più. Vede come sono vestito? Le sembra che indosso un abito da persona depressa? Questo perché sono tranquillo con la mia coscienza. Riformista? Sì, anche se io non sono il futuro della politica, ma sono il passato e il presente.
Dunque, tornerà a fare politica attiva?
Sicuramente. E certamente non in Abruzzo.
Cosa si aspetta da queste elezioni regionali?
Nulla, non cambierà niente, tutto tornerà come prima.
E la sanità?
L'ho detto, tutto tornerà come prima. Cioè come prima che mettessi mano a certe questioni, come le cliniche private, che torneranno ad essere quelle che erano.
Ma i sei candidati alla presidenza hanno detto, anche se un po' sottovoce, che cambierà tutto nel rapporto con la sanità privata, anche se va rispettata e dovrà fornire al settore pubblico solo ciò che il pubblico ha bisogno di acquistare.
Non ho sentito o letto nessuno, dei candidati, dire chiaramente cosa vuole fare della sanità, che assorbe il 90 per cento del bilancio della Regione. Con me le Asl e gli ospedali stavano migliorando e risparmiando. Certo che ho fatto arrabbiare i privati.
Che impressione ha avuto dalla campagna elettorale?
Nessuno dei candidati ha parlato dei problemi veri dell'Abruzzo, a Roma l'Abruzzo non lo nomina nessuno. Quando ero in Parlamento, la parola "Abruzzo" non veniva mai nominata o scritta in nessun atto ufficiale. Quando sono stato eletto presidente della Regione, la parola Abruzzo è tornata a circolare. In questa campagna elettorale nessuno ha detto nulla sul porto di Ortona, sulla sanità, appunto, sulle infrastrutture. All'Aquila bisognava fare un grande scalo merci. Dove sono finiti questi progetti? Bisognava aspettare l'arrivo di Berlusconi per sentire parlare di ferrovia in Abruzzo.
A proposito dell'Aquila, cosa pensa del capoluogo?
Il sindaco Massimo Cialente mi ha deluso. Non ha avuto il coraggio di fare le cose.
E di Luciano D'Alfonso a Pescara?
Chi vuole sapere chi è D'Alfonso legga il libro "Toto modo", di Leonardo Sciascia.
La sua vicenda in Regione pensa possa avere disamorato gli abruzzesi verso la politica e il voto? Crede che molti non andranno a votare?
L'astensionismo non fa parte della mia cultura. Certo che quello che è successo non alimenta la fiducia nella politica.
Come si sente dopo avere votato?
Sento che è una splendida giornata per la democrazia e sono felice di farne parte. E sono particolarmente contento perché da domani (oggi) nella nostra Regione finirà questa parentesi di "vicari".
L'ipotesi di Del Turco di candidarsi alle Europee con il Pdl, apre una polemica, con reazioni regionali e nazionali. «È un'ipotesi che non è stata presa in considerazione dal Pdl», dice il coordinatore regionale, Filippo Piccone, «chiunque può ravvedersi, ma per realizzare le aspirazioni c'è bisogno di una corrispondenza). Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, è molto duro con Del Turco e lo paragona a Dell'Utri. «Oggi (ieri) Ottaviano Del Turco», scrive Di Pietro sul suo blog, «ha dichiarato che intende candidarsi con il Pdl di Berlusconi alle Europee. E ha ribadito che non voterà Carlo Costantini. Giornali e agenzie on line lo hanno pubblicato, in barba a qualsiasi silenzio stampa sulle elezioni. Ritengo che le dichiarazioni di Del Turco siano un messaggio a tutti gli indagati sulla questione morale della sanità in Abruzzo, di centrodestra ovvio, ma anche di centrosinistra. Del Turco ha voluto indicare una via di salvezza per l'impunità processuale, che può risiedere nel voto al Pdl». «Penso che ad Ottaviano Del Turco vadano spalancate le porte dell'unica formazione sinceramente riformista del Paese, che resta quella del Partito socialista», è il pensiero di Bobo Craxi, dirigente nazionale Ps. Incredula, invece, l'europarlamentare socialista Pia Locatelli: «Non posso credere che Ottaviano Del Turco sia per davvero interessato a candidarsi con il centrodestra, cioé con An e la Lega Nord. La coerenza di una vita non si può buttare via per fare un dispetto a Di Pietro e a Veltroni».

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