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Data: 15/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Brunetta replica: niente dietrofront. Nonostante lo stop della Lega e i dubbi delle donne del Pdl

ROMA. Renato Brunetta tira dritto sulla proposta di aumentare a 65 anni l'età della pensione per le donne, malgrado lo stop della Lega e i forti dubbi sollevati anche dal Pdl. Oltre la netta contrarietà dell'opposizione. Bisogna obbedire all'Ue, dice senza mezzi termini il ministro della Pubblica amministrazione, definendo l'equiparazione tra uomini e donne «una battaglia di liberta».
Insomma, da Brunetta nessun dietrofront. Anzi. Il ministro fa sapere di non aver parlato della sua idea direttamente con il premier Berlusconi, ma annuncia un'informativa già al Consiglio dei ministri di giovedì. Che dovrà affrontare, però, resistenze anche dai suoi stessi colleghi di governo. Non solo da quelli leghisti. Giorgia Meloni (An), ministro della Gioventù, non boccia a priori la proposta di Brunetta, ma chiede che prima siano assicurate alle donne le stesse possibilità di accesso, retribuzione e carriera nel mondo del lavoro. E anche Alessandra Mussolini e Daniela Santanchè invitano il governo a non «far cassa sulla pelle delle donne». Mentre per Isabella Bertolini (Fi), l'ipotesi è percorribile «solo su base volontaria». Poco convinto è il sindaco di Roma Alemanno, che concorda sull'introduzione di «meccanismi che avvicinino l'età pensionabile» ma, avverte, «questo non deve equivalere ad una parificazione che non appartiene alla cultura italiana ed alla realtà». Dentro An, tuttavia, i giudizi non sono univoci. Favorevole all'iniziativa di Brunetta è ad esempio Italo Bocchino, vice capogruppo Pdl alla Camera, che cita la richiesta dell'Ue: «Non si comprendono le ragioni per cui ogni volta che si affaccia una spinta riformatrice, questa venga respinta trasversalmente». Con Brunetta si schierano anche i repubblicani del Pdl, i Popolari liberali di Giovanardi e i Riformatori liberali di Della Vedova. Indisponile a trattare l'argomento è invece la Lega. Calderoli è stato il primo a bocciarla. «La differenza sull'età pensionabile tra uomini e donne è del tutto giustificata», conferma. E invita a ricordare come le donne siano sottoposte ad un doppio lavoro, «prima quello ordinario in ufficio e poi quello più pesante di mandare avanti la casa ed educare i figli». «Brunetta la smetta con spot su temi delicati», attacca il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa. Ma anche l'opposizione non è compatta. Marco Pannella rivendica la proposta come radicale: «E' in Parlamento dall'aprile 2007 una nostra pdl per meno pensioni e più welfare, che consentirebbe risparmi per 7 miliardi l'anno».

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