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Pescara, 28/04/2026
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16/12/2008
Il Centro
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SPECIALE ELEZIONI - Pescara, cede la roccaforte del Pd, Pdl primo. Sorpresa Sclocco, Paolini fuori. Per il centrodestra Castiglione, Pagano e Verì |
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Il presidente Roselli solo secondo nel 2005 fu il primo degli eletti Il Pdl doppia il Partito democratico PESCARA. E' il voto delle grandi sorprese, e non solo per il dato sull'astensionismo. Quando mancavano solo una manciata di sezioni, a Pescara e provincia il Partito democratico di Luciano D'Alfonso vedeva sovvertire ogni pronostico. Il candidato più votato risultava Marinella Sclocco, l'unico consigliere provinciale donna nella storia di Palazzo dei Marmi (un outsider alla vigilia del voto), con circa 4.000 preferenze. Al secondo posto Marino Roselli, il presidente uscente del consiglio regionale, con oltre 3.200 voti: un lontano ricordo rispetto alle 15.000 preferenze strappate nel 2005. Terzo il vice presidente uscente della giunta regionale Enrico Paolini, con circa 2.300 voti. Un risultato che gli chiuderebbe le porte dell'Emiciclo. Quarto Antonello De Vico (1.700). Poche, invece, le sorprese in casa del centrodestra. Il voto in città, quando mancavano ormai soltanto tre sezioni per lo scrutinio finale (ma non c'era ancora il dato della provincia) vedeva in testa il consigliere regionale uscente Alfredo Castiglione con circa 3.000 preferenze. Al secondo posto si inseguivano ad una incollatura Nazario Pagano, con 2.795 preferenze e Nicoletta Verì (2.705). Al quarto posto Lorenzo Sospiri, con 2.418 preferenze, che dovrà vedersela con l'ottimo risultato di Carlo Masci, leader di "Rialzati Abruzzo", al quale sono andati oltre 2.500 consensi. L'altro candidato del Pdl, Maurizio Teodoro, ha strappato in città circa 1.600 preferenze. L'altra riflessione riguarda i voti di lista. Nel 2005 la forbice tra i due schieramenti di centrodestra e di centrosinistra fu di circa 30 punti. Ora tutto si rimescola. Alle precedenti regionali fu una passeggiata per la coalizione di Ottaviano Del Turco. La Margherita di Luciano D'Alfonso e Franco Marini ottenne, nella provincia di Pescara, il migliore risultato d'Italia con il 25,52 per cento di consensi. I Ds di Gianni Melilla e dell'«esordiente» Donato Di Matteo, si attestarono al 20,6 per cento con 35.630 voti di preferenze. Insieme, i due partiti che oggi convivono sotto lo stesso tetto del Partito democratico, portarono dunque a casa il 46 per cento dei voti. Il governatore fu eletto con il 63,04. Il resto del bottino arrivò da Verdi, Comunisti italiani, Italia dei Valori, Pdsi, Rifondazione comunista, Udeur e Sdi. L'insieme dei partiti del centrodestra che sostenevano Giovanni Pace, l'antagonista di Del Turco, si fermò a Pescara al 35,89 per cento e la somma dei voti di Forza Italia (13,66%) e di Alleanza Nazionale (13,11%), superò di un solo punto il risultato della Margherita (25,52%). Gli altri partiti che sostenevano Giovanni Pace erano Udc, Democrazia cristiana, Repubblicani-Social liberali, Moderati Riformisti e Movimenti Idea Sociale. Ora il Popolo della libertà porta a casa quasi il doppio delle preferenze del Pd nella provincia di Pescara, con circa il 37 per cento di preferenze, mentre il Pdl si ferma a poco più del 17 per cento.
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