Angelo Mancini il più votato tra i candidati A ruota De Matteis
L'AQUILA. Sul comune dell'Aquila c'è un dato su tutti: la lista del partito di Di Pietro-Idv aggancia il Pd (18,21 e 18,21 in percentuale, 5389 contro 5388 voti) e si contendono il secondo posto. Il primo partito è il Pdl (24,77%, tra Fi e An). I dati delle liste, che si riferiscono a 79 seggi scrutinati su 81, vedono anche Angelo Mancini, dell'Idv, il candidato consigliere regionale più votato all'Aquila. Segue Giorgio De Matteis.
E su questa scia, a trascinare il partito di Antonio Di Pietro in queste elezioni alla Regione, nella città capoluogo, è il suo candidato forte, Angelo Mancini (2012), che quando mancavano solo due sezioni da scrutinare per le preferenze (79 su 81), era in vantaggio su un altro candidato forte, Giorgio De Matteis, del Mpa (1829), e su Luca Ricciuti, del Pdl (1711). E l'andamento del vantaggio dell'Idv si riscontra anche nel risultato, significativo anche se parziale fino a questo momento, dell'ex assessore regionale Mimmo Srour, che di voti ne aveva presi 1352, pochi di più di Pino Tiberio (Mpa, 1327 voti) e Carla Mannetti (Pdl, 1257).
Diverso il discorso in provincia dell'Aquila dove, anche se il partito di Di Pietro conferma la crescita esponenziale, il Partito democratico comunque tiene bene e a metà scrutinio il Pd era attestato oltre il 25% e l'Idv oltre il 12%.
Un po' di delusione, anche se il risultato è comunque brillante, almeno sull'Aquila, per Antonio Verini (Rialzati Abruzzo, con 1179 voti), mentre a sorpresa Luca Bergamotto (Pdl) supera quota mille (1194).
Marco Fanfani, del Ps, si era fermato a 375 voti; Giuseppe Placidi (Rialzati Abruzzo), a 510; Alfonso D'Alfonso (Rialzati Abruzzo) a 439.
Nel Partito democratico ci sarà sicuramente una sorta di resa dei conti, sia per quanto riguarda il risultato complessivo del partito, sia per quanto riguarda i voti riportati da due candidati che venivano reputati "forti", ovvero Giustino Masciocco, che era fermo a 549 voti, e Giovannino Anastasio, consigliere provinciale e sindaco di Pizzoli, che ha avuto 880 preferenze. Una resa dei conti in fatto di impegno, soprattutto per quanto riguarda la campagna elettorale svolta nei loro confronti dagli uomini forti del partito, da chi governa a livello istituzionale e chi guida il partito.
«Dimissioni? Vedremo, ne discuteremo. Certo il dato è chiaro e bisogna esaminarlo in maniera approfondita», è il commento "a caldo" del capogruppo consiliare al comune dell'Aquila, Pietro Di Stefano.
«Così come va esaminato il dato dell'astensionismo: anche all'Aquila viene confermato che un elettore su due non è andato a votare».
Anche all'Aquila e provincia, comunque, il primo partito è quello dell'astensionismo, con punte che vanno dal 23% in meno dei votanti rispetto alle ultime politiche dell'aprile scorso, al 29% delle politiche 2006, a meno 18% rispetto alle regionali 2005 e meno 20% rispetto alle regionali 2005.
All'Aquila c'è ancora un altro dato da segnalare e riguarda le schede elettorali: quelle bianche sono state 314 (sempre nei 79 seggi scrutinati su 81), quelle nulle sono 1039.