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Data: 16/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Pdl primo partito a Chieti, ribaltone nel centrosinistra. Il Pd a picco perde consensi a vantaggio dell'Italia dei valori. Febbo fa il pienone

Di Primio chiede le dimissioni del sindaco di Chieti Ricci: coalizioni ancora vicine

CHIETI. Il Partito democratico a picco perde voti a tutto vantaggio dell'Italia dei valori, dando vita a un robusto rimescolamento di carte nei già precari equilibri del centrosinistra, mentre il voto disgiunto sfavorisce il candidato governatore Carlo Costantini e il Pdl si afferma di gran lunga come primo partito nella provincia di Chieti. Per il centrosinistra, è un panorama terremotato quello che emerge dagli esiti elettorali del 14 e 15 dicembre. «Credo che siamo di fronte a un risultato significativo per una provincia dove temevamo di avere qualche difficoltà», commenta il senatore del Pdl Fabrizio Di Stefano «come l'assenza di una lista dei liberalsocialisti, la mancata candidatura di un esponente ortonese. O ancora, a Vasto, dove il Pdl non aveva nessuno, a parte Prospero, con la lista Rialzati Abruzzo».
Per Di Stefano, un dato emerge su tutti: «Il centrodestra è nettamente primo, pur non avendo avuto quel naturale effetto di trascinamento che in altre realtà, come Teramo, si è verificato per la presenza del candidato governatore locale. Segno», prosegue Di Stefano, «che Chiodi è riuscito a riscuotere fiducia anche a Chieti, ma devo dire che tutti i candidati di lista hanno gareggiato in maniera egregia. Particolarmente significativo il risultato di Chieti città con la straordinaria performance di Mauro Febbo, che credo sia il candidato più votato in provincia». Nel Pdl, tra i candidati del capoluogo più sostenuti, oltre a Febbo, si segnalano Emilia De Matteo e Giovanna Calignano. Per Di Stefano, il risultato di Chieti suona come «campanello dell'ultimo giro per la giunta Ricci». Il vicepresidente del consiglio comunale, Umberto Di Primio, è ancora più diretto: «Se questi dati saranno confermati alla fine dello scrutinio, il sindaco Francesco Ricci farebbe bene a trarne le conseguenze». Battuta che il primo cittadino di Chieti rispedisce al mittente così: «Il Pd dovrà certamente riflettere su questo risultato elettorale, ma se guardiamo la distanza tra le coalizioni di centrosinistra e centrodestra non è poi vero che questa sia cresciuta molto rispetto alle ultime elezioni politiche». Refrain riproposto nell'analisi del senatore del Pd, Giovanni Legnini: «Come dato di coalizione, ci sono circa 5-6 punti di distanza, più o meno la stessa tendenza che si era manifestata alle politiche. A Chieti, il divario è superiore. Ma in termini di coalizione, tra gli schieramenti principali, non ci sono stati grossi sconvolgimenti nonostante il fenomeno dell'astensionismo. Rilevante è il travaso di voti tra Pd e Italia dei valori. Certo, non possiamo parlare di risultati confortanti ma neppure di uno sfondamento del centrodestra».
Tra i dati da leggere in chiave di eventuali ribaltoni in Comune o in Provincia, c'è il consenso significativo raccolto dall'Udc con il candidato governatore Rodolfo De Laurentiis, che però viaggia un po' al di sotto rispetto al voto di lista.
Sull'astensionismo indulge il presidente della Provincia, Tommaso Coletti: «Credo che in parte l'astensionismo sia dovuto a una cattiva informazione ma soprattutto a una disaffezione dalla politica cresciuta dopo i fatti che hanno coinvolto la giunta regionale uscente e che, sicuramente, hanno lasciato un segno nell'elettorato. In provincia il risultato della coalizione non è stato deludente. Registriamo una migrazione dei voti tra il Pd Italia dei valori ma questo non inciderà sugli assetti di governo in Provincia dove tra i due partiti c'è un ottimo rapporto. La coalizione ha retto nonostante la presenza aggressiva del Pdl. Dovremo essere più attenti alle esigenze dei cittadini e coinvolgere di più i giovani».

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