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Pescara, 28/04/2026
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Data: 17/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Chiodi: «Due anni di sacrifici poi la ripresa» Forum al Centro con il neopresidente: ridurrò pensioni e stipendi dei consiglieri. «D'Alfonso? Spero che dimostri la sua innocenza»

PESCARA. «Stiamo ballando sul Titanic, è ora che la classe politica ne prenda coscienza e si comporti di conseguenza. Evitiamo di delegittimarci l'un l'altro, è l'ora di rimettere in piedi questa regione». Il giorno dopo la vittoria suona sempre la campana della responsabilità. Il nuovo presidente della Regione Gianni Chiodi è nella redazione del Centro per un forum con i giornalisti. Il primo commento è sulla vicenda del sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso arrestato nella stessa notte nella quale gli abruzzesi hanno eletto Chiodi governatore.
PESCARA. «Per due sindaci e un presidente coinvolti in vicende giudiziarie ci sono 302 sindaci abruzzesi che si comportano normalmente».
Cosa direbbe a D'Alfonso?
«Spero che abbia la possibilità di dimostrare che i fatti contestati non sono accaduti».
Presidente, veniamo alle regionali. Del Turco ieri ha dichiarato che molti abruzzesi non hanno votato perché in campagna elettorale non si è parlato di sanità».
«Io ne ho parlato, ma rivendico anche il fatto di non aver sparlato di sanità, cioè della cattiva gestione della sanità in questi anni. Se fossi Del Turco sceglierei un silenzio più dignitoso».
«Conferma che assumerà la delega alla sanità?
«Probabilmente sì. Devo però verificare la compatibilità con i miei impegni di presidente. Vorrei però precisare che non mi sentirei deresponsabilizzato dalla nomina di un assessore: un eventuale successo o insuccesso della politica sanitaria della Regione sarebbe mia unica responsabilità».
Ha già in mente i nomi della squadra di governo?
«Qualche idea c'è. E poi sono soddisfatto perché gli abruzzesi hanno votato abbastanza bene anche per quanto riguarda le preferenze».
Lei infatti dovrà scegliere tra gli eletti gli otto decimi della sua squadra.
«Sì. Per esempio, nella lista teramana del Pdl ci sono, sia tra gli eletti che tra i non eletti, tutte persone affidabili che possono assumere ruoli. Ma sono soddisfatto anche delle altre circoscrizioni: ci sono sindaci ed ex sindaci, molti professionisti e molti giovani. C'è la possibilità di fare una bella squadra».
Può fare qualche nome?
«No, devo pensare prima a come costruire l'organigramma, anche dirigenziale.
I tempi?
«Prima prenderò qualche giorno di riposo, dal 2 gennaio mi metto al lavoro».
Dunque la Befana ci porterà la nuova giunta?
«Beh non dica così, la Befana può portare anche carbone! Diciamo dopo la Befana.»
È soddisfatto dei voti ottenuti?
«Sì anche perché molti abruzzesi hanno espresso un voto disgiunto. Ci sono stati elettori di centrosinistra che hanno votato per il proprio partito e poi per me».
«Questo perché apprezzano il presidente o perché nel centrosinistra ci sono problemi?
«Mi piace pensare che il voto a me sia stato espresso a favore del presidente, piuttosto che contro Costantini».
Cosa le ha detto Berlusconi?
«Si è congratulato, e mi ha ricordato che sono in debito con lui. Gli devo una cena.
Per cosa?
«Per quella visita imprevista sabato scorso, fui io a chiederglielo, mi rispose di sì con un sms».
Lo porterà a cena qui in Abruzzo o a Roma?
«Penso che se venisse in Abruzzo non sarebbe male. Il governo deve essere presente».
Gianni Letta l'ha sentito?
«Letta è una persona molto riservata».
«Presidente, lei si appresta a governare la regione in una situazione molto difficile, di emergenza, sia dal punto di vista politico che economico. Pensa di poter coinvolgere l'opposizione?
«Ho parlato già di un tavolo delle responsabilità che deve coinvolgere la classe dirigente di questa regione, ma non parlo solo dei politici. Dobbiamo avere una visione condivisa, puntare su pochi assi strategici e impegnarci con il massimo dello sforzo».
Nelle sue prime dichiarazioni ha detto: cari abruzzesi, aspettatevi una stagione di sacrifici.
«È inevitabile. Neanche il "mago" Di Pietro potrebbe fare diversamente. Il nostro primo obiettivo sarà il risanamento dei conti, perché altrimenti l'alternativa è quella di mettere le mani nelle tasche degli abruzzesi».
«Sacrifici per quanto tempo?
«Non meno di due anni, perché dobbiamo prima risanare la sanità. Riprenderemo il percorso buono nel 2011».
Nel frattempo la Regione dovrebbe cominciare a dare qualche buon esempio, per esempio riducendo i costi della politica.
«Cominceremo dalle pensioni dei consiglieri, fatti salvi i diritti già acquisiti, perché sarebbe illegittimo».
Come farete?
«Ho dato già due indicazioni: l'età per percepire la pensione deve essere quella degli altri cittadini, e poi deve essere allungato il tempo per maturarla».
«Non più una sola legislatura?
«No, se resterà una legislatura la pensione sarà puramente simbolica».
Questa è una riforma che dovrà approvare il consiglio. Lei pensa che la sua linea passerà?
«Sì perché il segnale lanciato dall'astensionismo è arrivato alla classe politica».
Interverrà anche sugli stipendi dei consiglieri e degli assessori?
«È un problema che dobbiamo porci in un momento così difficile per gli abruzzesi: una riduzione del 10-15% degli stipendi può essere fatto velocemente».
«Ha un programma dei 100 giorni?
«No perché non posso fare decreti legge. Farò subito una task force per la semplificazione burocratica e ammnistrativa e metterò in campo una legge per stimolare l'imprenditoria giovanile, alla quale credo molto».
Vuol dire contributi per i giovani che vogliono diventare imprenditori?
Anche, ma non solo: penso a un programma di tutoraggio e a un ruolo attivo delle banche nella valutazione dei progetti».
Presidente, a giugno si voterà di nuovo per le Province, e per Comuni come Pescara, Teramo, Celano. Come la vede?
«C'è la possibilità di fare il pieno».
Dirà la sua sui candidati?
«Spero di sì».

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