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Pescara, 28/04/2026
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Data: 17/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Tangenti per voli e casa. Toto, Pierangeli, Di Vincenzo e Di Properzio, tutte le accuse della procura di Pescara. Ecco i favori degli imprenditori al sindaco

Mazzette per 200 mila euro Spunta l'estorsione al tipografo per i manifesti della Margherita

PESCARA. Le tangenti di D'Alfonso? Sono piccoli favori, la casa da ristrutturare, il viaggio a New York sul jet dell'imprenditore Toto, la gita a Venezia con moglie e figli, la cena al ristorante per l'amico candidato e mille manifesti per la Margherita. Sono mazzette che vanno da un minimo di 2500 euro a 50 mila euro, per un totale di 200mila euro. Sono una tangentopoli di paese che la procura racconta in 100 pagine di ordinanza che hanno stroncato la carriera dell'ex sindaco ed ex leader del Pd agli arresti domiciliari. Domani alle 17 sarà interrogato insieme al fedele Guido Dezio.
DALL'AFFARE CIMITERI
ALLA CASA DI PESCARA.
Per Luciano D'Alfonso, Guido Dezio e gli imprenditori Massimo De Cesaris e Alberto La Rocca, scatta l'accusa di corruzione perché i primi due «inducevano De Cesaris e La Rocca, aggiudicatari del project financing per manutenzione e gestione dei cimiteri di Colle Madonna e San Silvestro, a versare denaro alla società "Informabruzzo", che fa capo a un noto giornalista pescarese e, soprattutto, a mettere gratuitamente a disposizione di D'Alfonso mano d'opera e materiali per la radicale ristrutturazione della sua abitazione pescarese in via Salita Zanni e della sede della Margherita di Manoppello, per decine di migliaia di euro».
IL COLOSSO TOTO
E I VIAGGI IN FALCON.
D'Alfonso, Dezio, l'autista Fabrizio Paolini, Carlo Toto e il figlio Alfonso, sono accusati di corruzione perché «i primi due inducevano gli imprenditori Toto a versare la somma di 7 mila euro nel marzo-aprile 2006, come contributo non dichiarato in prossimità delle elezioni politiche. A retribuire Fabrizio Paolini (borsista presso il Comune nell'anno 2005 e autista di D'Alfonso) con uno stipendio mensile di 1.500 euro, e l'uso di un'Alfa 166 (che D'Alfonso utilizzava anche personalmente), tra il 2004 e gennaio 2007 per un totale di 72 mila euro; a mettergli a disposizione, in più occasioni, gratuitamente, aerei della propria compagnia AirOne tra il 2003 e il 2006; a pagare a D'Alfonso e ai suoi familiari una vacanza a Malta e Venezia, a Pasqua 2006, mettendogli a disposizione un aereo privato Iulia Falcon 20 (costo del volo, 25.893 euro); a pagare 10.843 euro all'agenzia Orchidea Viaggi per D'Alfonso per una vacanza del 15 maggio e del settembre 2006; a pagargli cene personali o elettorali al ristorante Sea River di Pescara (per un importo accertato di 10.800 euro), un pranzo di lavoro da 924 euro all'Hotel Flora Marriot di Roma il 29 giugno 2006 (cui partecipavano i membri dell'associazione Europa Prossima); a finanziare, a gennaio 2007 con 10 mila euro, per un ritorno di immagine del sindaco, l'acquisto di un mezzo di soccorso per la Lega abruzzese antidroga, da donare al comune di Lettomanoppello (paese natale del sindaco) e a erogare 10 mila euro alla Pro-loco di Lettomanoppello». Tutto ciò in cambio di presunti favoritismi nel project financing aggiudicato alla Toto Spa per la gestione dell'area di risulta.
C'È DI PROPERZIO.
D'Alfonso, e Lorenzo Di Properzio risultano invece indagati per corruzione perché «l'imprenditore, che puntava al trasferimento di terreni demaniali vicino al porto di ingentissimo valore per un prezzo assolutamente inferiore al loro valore di mercato, versa 50 mila euro come contributo non dichiarato in prossimità delle politiche del 2006».
DI VINCENZO E IL PARCO. L'accusa di corruzione per D'Alfonso, Dezio e Dino Di Vincenzo si basa sul fatto che «l'imprenditore, già impegnato operazioni economiche con il Comune, quali l'accordo di programma del parco Florida, versa 15 mila euro al sindaco».
UN RE DELLE CLINICHE
Secondo l'accusa, D'Alfonso e Dezio avrebbero indotto l'imprenditore Luigi Pierangeli «a versare 8 mila euro, in prossimità delle elezioni politiche del 2006, in contropartita dell'accordo di programma sull'area ex Fonderia Camplone».
LA CONVENTION DI PRODI. D'Alfonso, Dezio, Marco Presutti, Fabrizio Paolini e Marco Molisani (gli ultimi due interdetti dai pubblici uffici) sono accusati di associazione a delinquere, «per commettere una serie di delitti contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio; delitti volti al reperimento di risorse per l'arricchimento personale, per il finanziamento dell'attività politica e la propaganda presso i potenziali elettori in favore del sindaco. Tutti fondavano l'associazione "Europa Prossima", utilizzata per il conseguimento di profitti delle corruzioni».

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