AVEZZANO. Sono due in Abruzzo i precedenti più recenti che ricordano l'incidente ferroviario avvenuto ad Arce. Nel primo, avvenuto a San Vito Chietino nel 2002, perse la vita un aiuto macchinista.
Anche in quel caso l'incidente fu provocato da un masso. La vittima si chiamava Francesco Palladino (nella foto), 43 anni, di San Giovanni Rotondo (Foggia). Il macchinista rimase gravemente ferito e una passeggera del treno fu costretta ad abortire. La tragedia avvenne il 21 ottobre 2002. Da un camion in transito sulla Statale 16 caddero dei massi che finirono nella scarpata sottostante, che all'epoca era attraversata dai binari. In quel momento, lungo la ferrovia Adriatica, stava passando il treno diretto al Nord, l'Intercity Lecce-Trieste. Il Tir trasportava 250 quintali di massi: contro quello caduto andò a sbattere la motrice del treno.
Sul convoglio viaggiavano circa 600 passeggeri. Il treno deragliò finendo contro la galleria Turchino.
L'altro episodio, invece, è avvenuto lo scorso anno quando un treno merci diretto a Torino di Sangro, sempre nel Chietino, è deragliato subito dopo essere ripartito dalla stazione di Pescara centrale. Anche in quel caso i due macchinisti sono rimasti lievemente feriti. Il treno Proveniva da Modane (Francia), era transitato per Ancona ed era diretto allo snodo di Torino di Sangro. L'incidente è avvenuto alle 5,32 a meno di un chilometro dalla partenza, in direzione Sud, verso la stazione di Portanuova. Il treno, partito dal quarto binario, è finito nel tronchino di sicurezza che è stato travolto e trascinato per diversi metri. Il locomotore, con dentro i due macchinisti feriti, è rimasto impantanato nel pietrisco e si è quasi spezzato in due. Per un caso fortuito non ha divelto la recinzione di metallo a metà tra il sottopassaggio di via Teramo e quello pedonale, attraversati ogni giorno da centinaia di persone in macchina e a piedi. In quel caso, l'ipotesi principale è stata quella dell'errore umano. Il treno, sarebbe infatti scattato col segnale di un altro binario e, come avviene nei casi di partenza sbagliata, è entrato in funzione il sistema di sicurezza dei binari non confluenti che l'ha convogliato sul tronchino.