Iscriviti OnLine
 

Pescara, 28/04/2026
Visitatore n. 753.513



Data: 18/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Spunta la parcella d'oro. Le imprese pagavano consulenti del Comune. Altri 5 indagati per corruzione dell'appalto dei cimiteri da 18 milioni di euro

Così due esperti remunerati dalle ditte sott'accusa diedero il via alla privatizzazione

PESCARA. I controllati pagavano i controllori, è il nuovo filone dell'inchiesta sul sindaco, Luciano D'Alfonso. Le parcelle d'oro dei consulenti del Comune venivano liquidate dalle imprese finite sott'inchiesta. Parcelle da 340 mila euro che fanno scattare l'ipotesi di corruzione aggravata nei confronti di due imprenditori, un ex dirigente dello staff di D'Alfonso e due consulenti esterni del Comune. Dalle indagini della polizia, emerge la figura di un avvocato che avrebbe ricevuto una liquidazione di 300mila euro grazie a incarichi a lui affidati dal geometra Giampiero Leombroni.
Chi è l'avvocato Mariani? E' un professionista che ha studi a Firenze, in via La Marmora e a Roma, in viale Università, e che il Comune di Pescara nomina nella commissione per giudicare la congruità del più ricco dei project financing finora affidato a imprese pescaresi.
Si tratta della privatizzazione dei due cimiteri cittadini - a San Silvestro e a Colle Madonna - per un importo di 18 milioni di euro, che insieme all'affidamento al patron di AirOne, Carlo Toto, dell'appalto delle aree di risulta, è costato a Luciano D'Alfonso la misura cautelare degli arresti domiciliari.
I DUE ESPERTI. Torniamo a Mariani che non viene incaricato da solo ma insieme con un secondo consulente esterno del Comune, Francesco Ferragina, titolare della società Kon (la cui sede ha gli stessi indirizzi degli studi legali di Mariani), e approva, nel dicembre del 2004, la proposta di project financing all'associazione temporanea di imprese Fidia, formata dalla Delta Costruzioni e dalla De Cesaris.
I due consulenti, in pratica, danno il via libera a un'operazione milionaria che, tre giorni fa, è costata gli arresti domiciliari anche all'imprenditore francavillese Massimo De Cesaris.
Finora si sapeva delle presunte micro tangenti, dei favori, dei benefit elargiti da De Cesaris all'ex primo cittadino ed ex leader del Pd, D'Alfonso. Regali come la ristrutturazione della casa dell'ex sindaco, consistita nella ritinteggiatura dei muri e parquet, oppure la ristrutturazione dell'ex sede della Margherita a Lettomanoppello. Ma adesso spunta il retroscena delle parcelle d'oro, a Mariani e Ferragina, pagate dalla stessa ditta aggiudicataria e, per di più, liquidate solo nel caso di approvazione dell'appalto.
«COME MONTESILVANO». Consulenti e controllori del Comune ricompensati per le loro attività dalle stesse imprese che dovevano essere controllate e giudicate per un appalto da 18 milioni di euro. E' un modo di operare che gli investigatori definiscono fotocopia a quello scoperto nell'inchiesta che decapitò la giunta di Enzo Cantagallo a Montesilvano.
«E' l'aspetto più singolare della vicenda», scrive il giudice per le indagini preliminari Luca De Ninis che definisce «incredibile l'anomalia dei due consulenti componenti della commissione di gara retribuiti soltanto a condizione che approvino il progetto controllato». Consulenti «che hanno accettato che il compenso per le attività svolte gli venisse erogato dalle ditte aggiudicatarie De Cesaris-La Rocca, con evidente incompatibilità rispetto al ruolo di pubblici ufficiali commissari di gara».
Così nel mucchio degli indagati (sono 40) dell'inchiesta che ha portato il sindaco D'Alfonso agli arresti in casa finiscono anche il geometra Leombroni, vecchia gloria dello sport abruzzese di alti livelli per essere stato allenatore di serie A di pallavolo; i due imprenditori, De Cesaris e La Rocca, che gestiscono i cimiteri di Pescara e i consulenti esterni del Comune, Mariani e Ferragina, tutti sotto accusa per corruzione aggravata.
IL MECCANISMO. Dietro le parcelle d'oro c'è di più, sostiene la polizia. Gli incarichi di consulenza che Leombroni (che, dopo aver lasciato il Comune di Pescara e D'Alfonso, viene assunto dalla Toto costruzioni) affida tra il 2004 e il 2006 a Mariani e Ferragina sono «frammentati e ripetuti», scrive la procura, «con l'obiettivo di mantenere ciascun incarico sotto il limite dei 100 mila euro».
Il motivo di questa scelta è spiegato dal giudice con il fatto che solo così era possibile un affidamento diretto, a totale discrezione di Leombroni, senza ricorrere a una gara. E quella che doveva essere una sola consulenza è stata suddivisa in otto incarichi.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it