PESCARA - Mattinata romana per Gianni Chiodi. Il tam-tam che ormai accompagna ogni mossa del neo-eletto governatore annunciava un incontro con il premier Silvio Berlusconi, per ringraziamenti da una parte e complimenti dall'altra, e magari per una consultazione veloce sulla Giunta in via di formazione. In realtà Chiodi non ha incontrato Berlusconi, bensì Paolo Tancredi ed altri parlamentari del centrodestra, in particolar modo quelli che sono venuti in Abruzzo per sostenerlo in campagna elettorale: ha voluto ringraziarli per il loro aiuto, ottenendo in cambio congratulazioni ed incoraggiamenti per il non facile compito che si appresta ad affrontare.
Chiodi ribadisce di non avere intenzione di tuffarsi subito nel lavoro di composizione del suo esecutivo, e di rinviare il momento delle scelte alla prima settimana di gennaio, dopo qualche giorno di riposo per ricaricare le pile messe a dura prova nella campagna elettorale più lunga che si ricordi. Ma, se agli assessorati per ora non pensa lui, certo ci pensano moltissimo tutti quanti sperano in un posto di prima fila nella Regione futura.
Il nuovo governatore vorrebbe portare con se una buona rappresentanza dei suoi fedelissimi, e per questo sembra intenzionato a pescare tra gli "esterni", nel suo collaudato team teramano. Ma occorrerà fare i conti con la geopolitica: ogni Giunta comporta una divisione territoriale degli incarichi, e la quota teramana già propone il presidente, cioè Chiodi stesso, un "esterno" e, al massimo, un altro posto che potrebbe essere occupato da un uomo d'esperienza come Lanfranco Venturoni, più che dal giovane Paolo Gatti, che nonostante sia il leader delle preferenze con oltre diecimila voti pare destinato ad un ruolo importante, ma non nell'esecutivo.
Un ruolo importante ma non nell'esecutivo potrebbe essere la destinazione anche di Daniela Stati: da vice presidente a presidente del Consiglio, per capirci. Ma la Stati punta a un posto in Giunta, e non mollerà l'osso. Così come non lo molleranno gli agguerriti pescaresi: se Alfredo Castiglione pare già incamminato verso la vice presidenza, ce ne sono altri tre in ballo, e uno resterà a piedi tra i pur votatissimi Nazario Pagano e Lorenzo Sospiri e l'apprezzatissima, da Chiodi, Federica Chiavaroli. La quota marsicana vede in pista, oltre alla Stati, il picconiano Walter Di Bastiano, mentre per L'Aquila è praticamente certo un posto per Giorgio De Matteis, e poi c'è Luca Ricciuti. Gianfranco Giuliante spera a sua volta. La rappresentanza teatina verrebbe poi assicurata da Mauro Febbo, che ancora lotta per vedersi riconosciuto il primato nelle preferenze ai danni dell'altro "diecimila" Gatti (Febbo è di poco sotto quella quota, ma assicura di averla superata oltre il risultato del giovane politico teramano), ed Emilio Nasuti.
Se ne parlerà dopo le feste, dice Chiodi. Ma gli altri la vogliono subito, la festa.