«L'arresto di D'Alfonso? La magistratura farà il suo corso»
PESCARA. «Mi sono candidata alle primarie e presi quasi mille voti in tre giorni, e in lista c'erano candidati Donato Di Matteo, Roselli e De Vico». Marinella Sclocco, 33 anni, psicologa, ha ottenuto 4.632 voti entrando in Consiglio regionale. E' l'unica consigliera Pd della provincia di Pescara, il suo record elettorale ha suscitato sospetti all'interno del Partito democratico, almeno da parte degli esclusi, che le rimproverano di aver goduto del sostegno di Donato Di Matteo il grande escluso dalle liste Pd che però ha un suo bacino di voti. Marinella Sclocco però insorge e spiega come tutto sia iniziato da una dura gavetta.
«Quando mi sono candidata alla Provincia di Pescara sono stata la prima degli eletti dei partiti nella città di Pescara. E ora sono la donna più giovane che entra in Consiglio regionale».
Cosa risponde a chi dice che ha avuto il sostegno di Di Matteo?
«I voti derivano dal fatto che ho una storia elettorale e di militantanza molto lunga. la mia vittoria è la rivincita della base. Ricordo che questa è la mia quarta candidatura, dai Consigli di quartiere alla Provincia. Ma quando sono stata eletta non mi sono mai dimenticata di essere tra i cittadini e militanti della base».
Come si è guadagnata tanta fiducia?
«Facendo le feste dell'Unità, facendo il porta a porta durante la mia campagna elettorale. Ma, ripeto, il sucesso ottenuto è anche frutto dell'aiuto di tante persone e dirigenti del Pd».
Il presidente vicario Paolini, però, osserva che ci sono anche tante schede con voti disgiunti, Sclocco del Pd, De Laurentiis dell'Udc.
«Io le schede non le ho viste, mi sono candidata alle primarie, cosa che il presidente vicario non ha fatto. Di Matteo poteva fare diverse scelte e lui assieme a tanti altri mi hanno dato un sostegno ma la mia candidatura era forte già di per sé».
Che pensa di fare come neo eletta in Consiglio dopo le vicende giudiziarie che hanno azzerato la giunta regionale di Del Turco e la giunta comunale di D'Alfonso?
«La magistratura farà il suo corso. Io penso una cosa semplice, ossia ritornare tra la gente e andare a sentire i cittadini. Quando c'è una cosa drammatica bisogna parlare, bisogna confrontarsi e ascoltare le persone comuni. Prendersi i loro sfoghi, ricostruire i rapporti e una strategia nuova. La politica dopo quello che è accaduto e sta accadendo ha bisogno di fare scelte nuove e di cambiamento. Gli elettori non sono andati a votare per tanti motivi. Io sono stata un punto di riferimento nuovo. Per questo mi hanno votato.
Cosa dirà all'assemblea regionale del Pd prevista per sabato 20?
«Dirò che dobbiamo prendere atto che la gente non è andata a votare e se vota per il rinnovamento non ha votato le persone messe dai palazzi. Bisogna rinnovare e andare avanti, ripartire dalla gente e non chiudersi nei palazzi. Le persone hanno bisogno di punti di riferimento e tocca ai giovani prendersi la responbilità. Sono consapevole che si aspettano tanto da me. Sono pronta, non mi sono mai tirata indietro, pronta a progettare e fare qualcosa assieme alla gente».