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Pescara, 04/05/2026
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Data: 20/12/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Mare-monti, l'Anas chiude il cantiere. Rescisso il contratto con Toto, ma l'inchiesta di Pescara non c'entra

Nuova mazzata sulla grande incompiuta: il Comune sotto accusa

PENNE. Addio Mare-monti. L'Anas, giovedì sera, ha comunicato al Comune di Penne di aver avviato le pratiche legali per la rescissione del contratto con la Toto Costruzioni di Chieti, l'impresa che si è aggiudicata nel 2001 l'appalto dei lavori per migliorare la viabilità sulla statale 81. Le inchieste penali scattate nei giorni scorsi a Pescara, è bene precisarlo, non c'entrano. I motivi sono altri.
Il Comitato di gestione dell'Oasi, presieduto dal sindaco Donato Di Marcoberardino, non ha fornito il parere amministrativo per continuare i lavori entro i termini stabiliti. Pena: rescissione del contratto. Il primo lotto funzionale della Mare-monti, circa un chilometro e 500 metri, sarebbe costato 17.783.217 euro. I lavori sono stati consegnati all'impresa edile il 18 ottobre 2007, dopo anni e anni di ritardi. Il primo progetto della strada, redatto dalla Comunità Montana Vestina, risale infatti al 1984. Solo il 6 aprile 2001, in occasione della campagna elettorale per le amministrative di Penne e le Politiche di Roma (alla inaugurazione erano presenti Luciano D'Alfonso, Franco Marini, Lucio Marcotullio e Paolo Fornarola), puntuale come una cambiale, venne festeggiata la posa della prima pietra nel quartiere di Fonte Nuova di fronte a tanti cittadini speranzosi per la partenza della mega opera pubblica. Ancora uno stop al cantiere a causa di ricorsi giudiziari e varianti al progetto che hanno fatto slittare l'inizio dei lavori. Le inchieste giudiziarie di questi giorni non avrebbero pesato, dunque, sulla decisione dell'Anas di rescindere il contratto all'impresa Toto Costruzioni Spa, anche se, nell'ordinanza cautelare emessa dal Gip di Pescara sulla vicenda dell'ex sindaco D'Alfonso, l'appalto della Mare-monti sarebbe al centro di un intreccio tra politica ed affari». Alla base della scelta dell'Anas, invece, c'è la mancata comunicazione del parere giuridico che il comitato di gestione della Riserva naturale "Lago di Penne" avrebbe dovuto comunicare alla stazione appaltante dopo l'errore progettuale che ha causato lo sconfinamento della strada nella riserva. In sostanza, l'organismo di gestione dell'Oasi presieduto dal sindaco Donato Di Marcoberardino avrebbe dovuto decidere se continuare o no l'opera pubblica.
Con la rescissione del contratto con la Toto Costruzioni si materializza un altro fallimento del centrosinistra e, questa volta, le conseguenze sono molte pesanti: l'area vestina perde uno strumento per avviare lo sviluppo economico.
«Dopo la Sanità, la mancata realizzazione della Mare-monti taglierà definitivamente l'area vestina dallo sviluppo economico», attacca Antonio Baldacchini, dirigente del Pdl di Penne. «Le responsabilità del centrosinistra sono evidenti, gli amministratori coinvolti devono chiedere scusa alla città». Il consigliere comunale del Pd, Gabriele Pasqualone, rincara la dose: «Ho sempre votato contro la realizzazione di questa strada», spiega, «oggi, sono stati persi tempo e finanziamenti che potevano essere utilizzati per altre opere pubbliche». Anche il vicesindaco di Loreto Aprutino, il socialista Terenzio Chiavaroli, è chiaro: «Basta sprechi, dobbiamo utilizzare i fondi rimasti per migliorare la viabilità della 151 sul tratto di strada tra Collecovino e Cappelle sul Tavo: è questa la vera Mare-monti», conclude.










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