«Altro che treni superveloci, in Abruzzo, e in particolare in provincia di Teramo, la mobilità su rotaie versa in una situazione da quarto mondo». A lanciare il pesantissimo attacco a Trenitalia è il presidente dell'associazione dei consumatori Pasquale Di Ferdinando, che parla di "operazioni solo di facciata" da parte del gestore. «Il core business di Ferrovia dello Stato - aggiunge Di Ferdinando - non è ormai il trasporto ma la realizzazione di opere e infrastrutture». Il presidente dell'associazione dei consumatori se la prende anche con quei politici che hanno proposto di portare la stazione al centro della città mostrando così "una visione miope della mobilità sostenibile, non supportata da dati scientifici sull'entità dell'utenza potenziale ma pronta ad incaricare i vari tecnici per effettuare costosi studi di fattibilità". Secondo Di Ferdinando i treni utilizzati per collegare la provincia di Teramo con le altre realtà locali e nazionali sono "di pessima qualità", tant'è vero che nel 2007 in Abruzzo sono stati soppressi 370 treni, praticamente più di uno al giorno. «Vista la situazione - conclude Di Ferdinando - è lecito affermare che i pendolari, che sono per lo più studenti e lavoratori, non hanno la certezza di raggiungere il posto di lavoro né di tornare a casa. Incertezza e straordinarietà sono le uniche realtà che la politica delle auto blu ha saputo realizzare».