L'ultima conferenza del Pdl per tracciare un bilancio dei sei anni di amministrazione D'Alfonso suona un po' come: della serie, noi l'avevamo detto. Dalla privatizzazione dei cimiteri all'appalto per l'area di risulta, l'opposizione ricorda le battaglie fatte su quelle che rappresentano solo due delle questioni poste sotto la lente d'ingrandimento della Procura. "Sono stati anni intensi e di grande impegno per l'opposizione - attacca il capogruppo del Pdl Luigi Albore Mascia -. Per la vicenda giudiziaria del sindaco, nessun giudizio anticipato: però quel che è accaduto non è stato un fulmine a ciel sereno. Basti ricordare le tante battaglie politiche e giudiziarie, anche vinte, portate avanti dal Pdl contro, ad esempio, quell'ondata di borse di studio elargite a favore dei volontari che avevano lavorato per la campagna elettorale di D'Alfonso. Tra l'altro lo scorso 16 dicembre ad arresti già avvenuti, è stata firmata l'ultima determina per la stabilizzazione e assunzione di altri precari". A ripercorrere poi la vicenda delle aree di risulta è il neo consigliere regionale Lorenzo Sospiri: "Con un ricorso al Tar, pagato dai consiglieri comunali d'opposizione, abbiamo impedito la vendita del centro cittadino a un imprenditore che avrebbe gestito ben 5mila posti auto a pagamento, e non 600 come stabilito nell'originaria gara d'appalto". Ma il vicesindaco Camillo D'Angelo ha spiegato che "la procedura era corretta tant'è che il Consiglio di Stato diede ragione al Comune invitandolo a proseguire con la stipulazione della convenzione con l'impresa aggiudicataria". Duro l'affondo del senatore Andrea Pastore: "Nell'attesa che tutto si chiarisca al più presto, faccio presente che questi anni hanno prodotto nella coscienza civica una mancanza di sensibilità per la legalità. A Pescara si è determinata di fatto quella questione morale che riguarda prevalentemente il Pd e i partiti di centrosinistra". E poi polemiche sul consiglio comunale di venerdì che ha visto l'opposizione raccogliere dissensi dal popolo di D'Alfonso. "Abbiamo assistito - tuona Pastore - alla beatificazione di D'Alfonso, che ricordo non ha stravinto alle ultime elezioni come invece fece Carlo Pace, che governò in maniera impeccabile. Non si dica dunque che Tangentopoli non è mai finita". "C'è stata la sconfitta della politica e del palazzo", hanno aggiunto i consiglieri Marcello Antonelli e Guerino Testa. "In consiglio comunale non è andata in onda la democrazia ma il linciaggio nei confronti di chi ha svolto il ruolo di opposizione nell'interesse della cittadinanza", ha chiosato Mascia.