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Data: 21/12/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sindacati contro la Sangritana. Duro documento contro la direzione per tratte, sprechi e aumenti

LANCIANO - «Mentre l'intera Regione Abruzzo vive in uno stato di grande incertezza, c'è qualche realtà, come la Sangritana, in cui ci si comporta come se si fosse in una specie di isola felice». Parole delle segreterie provinciali di Filt-Cisl, Uil-trasporti, Faisa-Cisal e Ugl-trasporti, che in un nota al Cda dell'azienda, al presidente appena eletto della Regione, Gianni Chiodi, al Prefetto di Chieti e ai Revisori dei conti, mettono sotto accusa la dirigenza della società Sangritana, di cui è presidente Loredana Di Lorenzo.
In tre cartelle dattiloscritte, sono ben 13 i punti dove, secondo i sindacati, la gestione della Sangritana non sarebbe proprio da condividere, a cominciare dalla riduzione del trasporto passeggeri su rotaia. Al primo punto, infatti, si parla della «totale assenza di esercizio ferroviario nella tratta San Vito-Castel di Sangro». A riguardo, il Cda in varie occasioni ha sostenuto che ci si sta impegnando per la riattivazione di questa tratta, a cominciare dalla linea tra Fossacesia e Piane d'Archi, per poi puntare verso l'interno. Ma i sindacati ribattono che, invece, c'è stata «una immotivata interruzione delle manutenzioni alla linea e agli impianti ferroviari conseguentemente alla sospensione dell'esercizio». E in abbandono ci sarebbero anche le linee Bomba-Quadri e Ortona-Crocetta. In più ci sarebbero «impianti attivati con precarie caratteristiche di funzionalità».
Altro punto dolente, secondo le sigle sindacali che hanno firmato il documento, sarebbero gli sprechi. «Ci chiediamo - si dice - se ci fosse la reale necessità di far percorrere tanti chilometri all'auto blu e se sia altrettanto necessaria la presenza in azienda di diversi consulenti». Inoltre, sarebbe stata «elargita una ingente indennità, variabile da 1.500 a 2.500 euro al mese, ad alcuni quadri aziendali senza alcuna trattativa sindacale e con astratti risultati». E si parla di indennità sproporzionata pure per una commissione di esame per il bando una selezione pubblica. I sindacati aggiungono che ci sarebbe «scorrettezza nella gestione delle relazioni industriali perché il Cda, dopo aver assunto impegni precisi nell'accordo di protocollo, costantemente adotta provvedimenti in modo unilaterale, non rispettando le basilari regole delle relazioni industriali».

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