«Attenzione a non generalizzare, a non criminalizzare un'intera categoria. Non siamo dei pazzi che si mettono alla guida dell'autobus dopo avere sniffato». Fra gli autisti di Trambus la notizia dell'uomo travolto in viale Newton e del collega trovato positivo al test sulla droga, provoca una serie di reazioni. Racconta Marco Zannino, sindacalista Ugl: «I controlli ci sono e sono a sorpresa. Io penso che se la cocaina circola, circola come succede in tutte le categorie. Anche noi facciamo parte di questa società. Con una differenza, che siamo sottoposti più spesso ai controlli. E poi gli autisti sono lavoratori coscienti, sanno che fanno un lavoro con grandi responsabilità. Siamo in strada ogni giorno, trasportiamo centinaia di persone... Se poi qualcuno ha sbagliato - sempre che si dimostri che aveva fatto uso di droghe - deve essere considerato un fatto sporadico». Anche dai sindacati autonomi c'è chi invita a non sparare nel mucchio. Come Antonio Pronesti, del Sul: «I controlli ci sono, le visite mediche vengono fatte».
«Sa cosa ci spaventa? - dice un autista che non può dire il nome perché per le regole aziendali non si parla senza autorizzazione - Che ora si getti fango su tutta la categoria. Questa è una tragedia vera: prima di tutto per i familiari dell'uomo investito, poi per questo collega che si è rovinato. Ma alla fine rischiamo di pagare tutti per questa storia». I controlli ci sono, ma fino ad oggi sono sempre stati molto sporadici. Così, quando parli con gli autisti scopri che in un anno si contano sulle dita delle mani i casi di qualche collega trovato positivo. «Ma era soprattutto droga leggera, hashish o marjiuana - raccontano gli autisti - L'azienda a quel punto ti fa scendere dall'autobus, come diciamo noi, vale a dire ti toglie dal servizio. Ti obbliga a seguire un corso di recupero. Ma non parliamo due due o tre casi in un anno. In passato invece succedeva più spesso che qualche collega avesse problemi con l'alcol». Stress. Ecco, tutti gli autisti ti parlano dello stress, del traffico, della voglia di evadere - come tutti dal resto - da una quotidianità fatta di ingorghi, litigi con gli automobilisti, passeggeri che protestano, l'azienda che ti chiede di rispettare gli orari. «E allora magari qualcuno cade pure in tentazione. Ma perché succede solo fra gli autisti del bus?».