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Data: 22/12/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Trambus: «Pochi controlli, bisogna intervenire»

ROMA Regina Coeli, cella singola, reparto "Isolamento". Mai e poi mai Alessandro Morini, 29 anni, autista della Trambus, avrebbe pensato di passare direttamente dalla guida d'un autobus al carcere di via della Lungara. Non lo credevano neppure i vigili urbani che sabato sera lo hanno interrogato dopo che la "sua" vettura aveva travolto e ucciso un uomo nella zona dei Colli Portuensi. Poteva essere una tragedia e un incidente come tanti. Ma Morini, portato in ospedale, è stato sottoposto ai test di rito e tutto all'improvviso è cambiato. Tracce di cocaina, hanno detto le analisi, servendo alla città una storia del tutto diversa alla vigilia di Natale: un uomo padre di tre figli è morto e una famiglia passerà le Feste nel lutto perché il conducente di un mezzo pubblico se l'inchiesta lo confermerà aveva droga in corpo durante il lavoro.
La vittima è Gino Anselmi, 66 anni, un ex geometra ora in pensione, tre figli adulti. Abitava vicino a San Pietro e tornava a casa dopo una giornata all'aria aperta. Aveva una casetta a San Cesareo, il signor Anselmi, e gli piaceva da matti andare a curare la campagna. Erano circa le otto e venti quando ha fermato la macchina, una Volvo, sotto un cavalcavia in via Isacco Newton, in un punto male illuminato. Nessun negozio in giro, nulla di nulla: la strada, tra l'Eur e i Colli Portuensi, in quel tratto costeggia solo i prati. «Non sappiamo con certezza perché si sia fermato dice la figlia Possiamo solo fare un'ipotesi: soffriva un po' di prostata e forse ha sentito l'esigenza di fare un piccolo bisogno».
Fatto sta che Anselmi, dopo aver acceso le quattro frecce, è sceso dall'auto. Parcheggio, il suo, malriuscito: la Volvo le foto sono chiare è stata lasciata per buona parte sulla corsia di marcia. Fatto sta che l'anziano non ha fatto in tempo a fare neppure un metro. Il bus guidato da Morini linea "031" lo ha preso con la parte destra del parabrezza uccidendolo sul colpo. La vettura, che rientrava "Fuori Servizio" dai Colli Portuensi al capolinea di piazzale Clodio, ha lasciato tracce dell'urto e del passaggio su tutta la fiancata della macchina. L'autobus non andava veloce. Morini, ormai a fine turno, doveva lavorare fino alle nove. I vigili urbani del XV Gruppo hanno trovato una frenata di appena «un paio di metri». «L'ipotesi più probabile dice uno degli agenti della Polizia Municipale è che il guidatore dell'autobus non abbia visto né l'automobile né il pedone».
È quello che il dipendente della Trambus ha detto ai vigili prima del test in ospedale. «Era buio avrebbe spiegato agli uomini della prima pattuglia Non mi sono accorto di nulla. Ho sentito un urto alla mia destra e mi sono subito fermato. Quando ho visto quell'uomo a terra, ho capito cosa era successo e vi ho chiamato immediatamente». Morini, leggermente contuso, è stato portato in ospedale al vicino San Camillo. Ma il test sulle urine glielo avrebbero fatto ugualmente. Il Codice della Strada lo prevede, controlli a sorpresa a parte, ogni volta che c'è un incidente mortale o di una certa gravità. I risultati sono arrivati in un paio d'ore e l'autista ieri mattina è stato arrestato dalla stessa Polizia Municipale che lo ha portato a Regina Coeli. L'accusa per ora è omicidio colposo. Ma l'imputazione, essendoci la droga di mezzo, potrebbe peggiorare.
Il conducente verrà interrogato tra oggi e domani. L'unica speranza per lui è che le contro-analisi evento raro smentiscano il primo test. Il pubblico ministero, Giuseppe De Falco, chiederà la convalida dell'arresto, quasi scontata. Morini, oltre ad aver provocato la morte di un uomo, si è rovinato. Non serve uno specialista per capire che la Trambus, di fronte a un colpo di immagine del genere, non avrà alcuna indulgenza.
Il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha chiesto «provvedimenti drastici». Adalberto Bertucci, l'amministratore delegato dell'azienda di trasporto, da poco nominato dal Campidoglio (la Trambus è del Comune), ha compreso il messaggio. «Appena avremo la certezza che l'autista ha assunto droghe ha detto Bertucci lo licenzieremo. Non possiamo accettare che il conducente di un mezzo pubblico manchi del più elementare senso di responsabilità verso se stesso e soprattutto verso i cittadini. Nessuna tolleranza per gli autisti che abusano di alcol o usano droga».
Il conducente in passato aveva subito «qualche richiamo». Sembra che alcuni passeggeri si fossero lamentati con la Trambus «per qualche intemperanza alla guida». Ma le lamentele dei cittadini, inascoltate come sempre, non sono bastate a far partire un approfondito accertamento da parte dell'azienda. Nessuno potrà mai dire se questo avrebbe salvato l'automobilista. Ma l'accertamento non ci fu. A casa dell'ex geometra, in via Monte del Gallo, vicino alla Stazione "San Pietro", la figlia lascia solo intuire il tormento e la rabbia della famiglia: «Quello che pensiamo e che sentiamo dice potete immaginarlo». Sarà un Natale così, in casa Anselmi, per qualche tiro di "coca".

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