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Data: 22/12/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il giro di vite approvato già tre mesi fa, ma i test anti-droga sono ancora pochi

ROMA - I colleghi dell'autista che ha causato l'incidente l'altra sera affermano, davanti al giornalista che li interroga, di essere sottoposti a controlli medici ogni due anni. Questa è la prima anomalia. Una recente legge (del settembre scorso) prevede infatti controlli e test antidroga una volta l'anno per i lavoratori a rischio (come i conducenti di bus). Il ministro Carlo Giovanardi, che di quella legge è stato il deus ex machina, ne avverte in prima persona la perfettibilità. Tanto è vero che ricorda che «non è sufficiente un controllo annuale, ma è necessaria una costante sorveglianza sia da parte dei datori di lavoro che del medico competente».
Il protocollo d'intesa. Il protocollo di sorveglianza contenuto nell'atto di intesa Stato-Regioni del settembre scorso obbliga dunque una certa categoria di lavoratori definiti "a rischio" (piloti d'aereo, conducenti di tram, bus e metrò, personale marittimo, tassisti e prossimamente anche chirurghi) a sottoporsi a controlli annuali. In caso di positività al test antidroga, il datore di lavoro «è obbligato - dice Giovanardi - a cambiare mansione» a chi risulta avere assunto sostanze stupefacenti. La legge non parla di licenziamento in tronco, ma soltanto di spostamento del lavoratore in un altro ufficio. Evidentemente si tratta di una legge giovane e non ancora entrata perfettamente in circuito giacché, come si è visto, le inadempienze sono fin qui numerose (c'è pure chi, in nome della "tolleranza zero", vorrebbe il licenziamento in tronco dell'autista colpevole).
I militari. Presso quell'altra parte della società che è "in divisa" le cose funzionano diversamente. Prendiamo per esempio i piloti civili, che sono una delle categorie contemplate dalla legge Giovanardi. Costoro vanno a fare le visite mediche presso l'Istituto di Medicina legale dell'Aeronautica militare, a Roma, così come del resto fanno gli stessi piloti militari. Bene, i piloti fanno una visita ogni sei mesi. «Non solo - avverte il vicedirettore dell'Istituto, colonnello Domenico Abbenante - ma negli altri sei mesi essi possono essere sottoposti a controlli-campione, a caso. Quindi sono costretti a rigar dritto. Se un pilota viene riconosciuto positivo al test antidroga - continua il colonnello - è ritenuto permanentemente non idoneo al volo». Tra i militari non ci sono solo i piloti, ma anche gli autisti. «Se un autista militare risulta positivo a un test antidroga - racconta ancora il colonnello - gli viene tolta la patente militare per sempre e viene declassato». Cambia cioè mansione, poiché ha violato il regolamento di disciplina. Forse quando il ministro Giovanardi parla di una «costante sorveglianza da parte dei datori di lavoro» pensa a una cosa simile.
Medici e posti di blocco. La legge sui controlli antidroga prevede, per la verità, un assetto agguerritissimo di uomini e mezzi. Task-force miste, composte da poliziotti carabinieri e medici dovrebbero entrare in azione nei punti strategici, ovvero vicino a locali o lungo le strade più frequentate. E' previsto che si spostino insieme a dei laboratori mobili. Naturalmente questo tipo di prevenzione è diretto a fermare l'emergenza sulle strade. Nel caso invece dell'azione preventiva nelle aziende, il medico è obbligato ad effettuare prelievi di urina e capelli che verranno poi testati in laboratori esterni. Come si diceva, la legge prevede che i test siano annuali, ma il medico potrà sempre intervenire in caso di segnalazioni o di dubbi sorti in seguito ad altre visite mediche.
Alcol e droga. L'esecuzione perfetta del piano antidroga su scala stradale e autostradale sembra ancora di là da venire. Intanto il ministero dell'Interno si è mosso contro l'altro grande spauracchio delle stragi del sabato sera, e cioè l'alcol. Dopo aver a lungo invocato gli etilometri come la panacea per tutti i mali e dopo un iter lunghissimo (fu il ministro Bianchi, nel precedente Governo, a firmare per l'acquisto di un migliaio di apparecchi. Si era a luglio 2007. Poi si è fatta la gara, è stato assegnato l'appalto e si è arrivati a marzo 2008 per vedere i nuovi etilometri all'opera), ora il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, snocciola i dati. «Gli etilometri in uso - dice - sono 712, ma entro marzo 2009 ne arriveranno altri 535, per un totale di 1247. In media, 10 per provincia». La lotta all'alcol sulle strade è lanciata, quella alla droga si spera verrà subito dopo.

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