PESCARA. «Il leader oggi non c'è, ma arriverà. Pescara non è la Regione, la partita non è persa». Non c'è aria di resa dentro il Partito democratico il giorno dopo l'assemblea regionale di Sulmona, il giorno dopo il richiamo di Franco Marini a considerare Luciano D'Alfonso un indagato, non un colpevole. «Le condizioni di Pescara sono assolutamente diverse, in sei anni la città è stata rivoluzionata».
È oggi il giorno della nuova partenza. Alle 17.30, nella sede del partito, in via Lungaterno sud, la direzione provinciale del Pd si riunirà alla presenza del commissario Massimo Brutti per decidere quale sarà il percorso che porterà la città al voto per la seconda volta in un anno. «Io credo che si possa tornare a vincere perché abbiamo gli uomini e i progetti» rivendica il vice sindaco Camillo D'Angelo. «I cittadini che in questi giorni stanno manifestando solidarietà al sindaco possono essere i portatori di un messaggio: che in questi anni si è governato bene, e che non solo D'Alfonso ha saputo governare: con lui c'erano altre persone e nessuna ha le mani sporche». Ma il candidato, sottolinea, dovrà essere «una figura forte», ma di discontinuità con l'amministrazione uscente, per non offrire il fianco all'opposizione. Dunque non lui, che tanti vorrebbero in corsa: «Ci sono tante riserve in questo partito, e tanti che in questi anni si sono tirati fuori e si sono allontanati a causa di una classe dirigente che perpetuava se stessa. Basta un fischio che tanta gente, vecchia e nuova, arriverà».
L'esame del voto regionale, della sconfitta, dunque, ma prima di tutto il lavoro sulle proposte, sui programmi, a partire dal sociale e dalle politiche giovanili, perché le opere pubbliche ormai sono avviate.
«A differenza di quanto avvenuto per la Regione, la reazione del partito c'è stata subito» sottolinea il presidente della Provincia Pino De Dominicis, «e la situazione di Pescara è assolutamente diversa, al di là della vicenda giudiziaria: attorno all'operato di Luciano c'è un grandissimo riconoscimento, in sei anni Pescara è stata rivoluzionata. Questo temono i cittadini: ricadere nell'immobilismo degli anni precedenti. La partita è assolutamente aperta». Ma di nomi, lui che è uno di quelli indicati per la successione, non vuole parlare: «È prematuro e di cattivo gusto».
Si riparte seguendo le indicazioni della direzione nazionale: facce nuove, niente doppi incarichi. E per il capogruppo in Comune Moreno Di Pietrantonio la priorità è la nomina del successore di D'Alfonso alla guida del partito regionale: «Bisogna ridefinire una leadership politica e programmatica al più presto» è il suo appello. «Il rinnovamento è importante» dice il vice capogruppo Stefano Casciano, «ma deve essere reale, perché se il nuovo ha dietro il vecchio non cambierà niente».
Il segretario cittadino Gianluca Fusilli arriverà in via Lungaterno sud con una proposta operativa: «La creazione di una commissione di gestione unitaria del partito: un gruppo allargato che gestisca questo periodo e porti alle elezioni, dieci-dodici persone rappresentative dell'amministrazione e del territorio. Serve una gestione unitaria che mostri compattezza». Dentro, dunque, gente come D'Angelo, assessori, il consigliere regionale eletto a Pescara, Marinella Sclocco. «È evidente che ci presentiamo in continuità con sei anni straordinari, con opere e piano strategico» sottolinea Fusilli, «i cittadini sanno qual è la nostra idea, riteniamo di avere tutta la credibilità, al di là della vicenda giudiziaria».
È un partito che non vuole sentirsi sconfitto nonostante lo choc seguito all'arresto del leader: «La linea è quella espressa oggi da Luciano Violante: massimo rispetto per la magistratura, ma nessuna sudditanza se ricorrono le condizioni per la non condivisione delle procedure, come quella di D'Alfonso che fa un po' storcere il naso al partito» dice Enzo Del Vecchio, il «sottosegretario» del sindaco. Anche se c'è stato chi, dentro il Pd, soprattutto in area Ds, ha espresso alcuni distiguo. «Fughe in avanti, giudizi avventati» dice Del Vecchio, «ma ieri l'assemblea regionale gli ha espresso solidarietà».
Sul fronte opposto, il centrodestra sembra ancora assorbito molto dall'esito delle elezioni regionali e poco dal dibattito sulla successione a D'Alfonso.
Il presidente eletto Gianni Chiodi ha convocato per martedì a Pescara un incontro regionale, quindi alla città si penserà dopo le feste. I nomi in lizza però sembrano essere sostanzialmente tre: Luigi Albore Mascia, forte di un accordo pre-elettorale con la sua coalizione alle precedenti amministrative, il consigliere regionale Nazario Pagano e il coordinatore provinciale di Forza Italia Guerino Testa, che però forse dovrà aspettare un giro.
Il Comune però sarà in gioco con la Provincia: se per quest'ultima fosse scelto un uomo di An, come il consigliere comunale Marcello Antonelli, allora per la poltrona di Palazzo di città potrebbe correre un uomo di area Forza Italia. Altrimenti si potrebbe puntare su un professionista estraneo ai partiti, come avvenne quattordici anni fa con Carlo Pace.