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Data: 23/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
I lavoratori contro Cai: a Fiumicino è il caos. Assemblee improvvise paralizzano i voli. Bloccati a terra migliaia di passeggeri

Matteoli ordina di cessare l'agitazione «Così state violando la legge e il contratto»

ROMA. Caos a Fiumicino a causa di assemblee di lavoratori che protestano contro il piano Cai per le assunzioni. In serata erano oltre 100 i voli cancellati con disagi enormi per i viaggiatori, tanto che la Protezione civile è intervenuta per portare viveri e coperte alle persone rimaste nello scalo perchè impossibilitate a partire. Invece il ministro dei Trasporti, Matteoli, ha ordinato ai dipendenti di tornare al lavoro, facendo balenare la possibilità della precettazione.
Si sono viste le solite scene di panico (e le solite proteste). C'erano passeggeri che, fatto il check-in e passato il controllo di polizia, hanno scoperto che il loro volo era stato annullato.Il tutto con i bagagli già etichettati e imbarcati. Altri voli, invece, sono stati annullati in anticipo. Il problema si è allargato agli altri aeroporti dove non arrivando gli aerei da Roma, si è costretti ad annullare altrettanti voli in partenza.
Un giovane sardo, arrivato da Londra ieri mattina alle 10,30, dopo 8 ore non era ancora riuscito a ritirare il bagaglio. «Dopo un anno passato lontano da casa - ha detto - ora sono qui ma non riesco a raggiungere la Sardegna in quanto la coincidenza per Cagliari è stata annullata».
Le assemblee sono state organizzate dagli addetti alla manutenzione, le cosidette «tute verdi», ai quali si sono associati i lavoratori di Az Airport, cioè la società che gestisce il carico e scarico dei bagagli per Alitalia e (disagi anche per i voli Meridiana con il personale di terra che carica e scarica valigie).
Alle «tute verdi» si sono aggiunti alcuni cassintegrati. In serata, poi, la situazione si è aggravata al banco dei bagagli smarriti perchè i passeggeri (molti gli stranieri) una volta sbarcati hanno presentato denuncia e poi raggiunto la città senza ritirare le valigie.
I dipendenti, in buona sostanza, protestano contro i criteri di assunzione della nuova Alitalia (la Cai, Compagnia aerea italiana assumerà formalmente il nome Alitalia dal prossimo 29 dicembre). All'assemblea, indetta a Fiumicino, partecipano molti cassintegrati ma anche diversi dipendenti, già sicuri del proprio posto di lavoro, che hanno deciso di solidarizzare. «Mi sono ritrovato dal 15 dicembre in cassa integrazione - spiega un lavoratore del settore - dopo 20 anni di anzianità e con a carico un familiare disabile. Professionalmente avevo ricevuto una promozione circa un anno fa e quindi speravo di valere qualcosa, per questa azienda. Invece mi sono trovato improvvisamente fuori, mentre sono al lavoro colleghi con molti meno anni di servizio. Ho chiesto chiarimenti sui criteri di selezione, ma non mi sono state date spiegazioni. Quindi sono una delle teste tagliate: a 43 anni è difficile ritrovare lavoro, non so cosa mi aspetti». «Siamo preoccupati - dice una "tuta verde" - perchè ci risulta che Cai sta chiamando personale interinale, mentre ci sono colleghi con numerosi anni di servizio che rimangono esclusi». Nel pomeriggio è arrivata una nota dei sindacati confederali. «I disagi di Fiumicino - dicono - sono diretta responsabilità dei vertici Cai. Chiediamo una convocazione da parte del governo per garantire il rispetto delle intese che i sindacati hanno raggiunto con Cai».
Per cercare di riportare la situazione sotto controllo, ieri sera è intervenuto Vito Riggio, presidente dell'Enac (Ente nazionale aviazione civile). «In un momento di particolare movimento, come quello pre-natalizio - dice Riggio - le operazioni di volo dovrebbero svolgersi regolarmente. Certi comportamenti dei lavoratori potrebbero configurare l'interruzione di pubblico servizio. Si stanno creando forti disagi ai passeggeri».

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